Polestar Space Milano, una mattina nel primo showroom in Italia
Azeta Motori ha visitato il Polestar Space Milano, luogo proiettato al futuro e che rappresenta l’avventura italiana della Casa svedese.

Il mercato dell’automobile sta cambiando in maniera importante negli ultimi tempi, anche mediante propulsioni alternative in vista del futuro. Diversi marchi, così, hanno dovuto adattare le proprie tecnologie e conoscenze ai temi attuali, al fine di ridurre, ad esempio, l’impatto ambientale a 360°. Una delle case molto attive sotto questo punto di vista è indubbiamente Polestar, nata dalle corse e che ha saputo rinnovare il proprio DNA recentemente. Il motorsport, infatti, è l’ambito in cui la Casa svedese si è distinta come Reparto Corse Volvo. Nel 2017, poi, Polestar intraprende una nuova avventura, diventando un costruttore di automobili a tutti gli effetti. Azeta Motori, quindi, ha voluto conoscere l’evoluzione del Marchio visitando il Polestar Space Milano, primo concessionario ufficiale della Penisola.
Polestar, un’avventura iniziata nel 1996
Prima di raccontare la mattinata trascorsa al Polestar Space Milano, è giusto accennare alla storia del Marchio. Polestar nasce nel 1996 inizialmente come squadra sportiva privata e fortemente affiliata a Volvo, con la quale collabora. Il debutto nelle corse, quindi, si ha mediante il Campionato Gran Turismo svedese, ambito in cui la Casa inizia a farsi notare. Il team creato da Jan Nilsson basa il proprio DNA sulla preparazione di vetture Volvo di serie da iscrivere alle gare. Il rapporto sempre più stretto tra la squadra privata e la Casa madre, così, raggiunge l’apice nel 2004, quando nasce la Polestar Racing. Quel concetto di preparazione dei modelli di serie per la pista, poi, si rimarca nel 2009, anno in cui è presentata la Volvo C30 in versione sportiva Polestar. Da quel momento, quindi, Polestar diventa sinonimo di performance.



Ancora nel 2009, inoltre, si ha la scissione del Marchio svedese in due entità. La prima di esse è la Polestar Racing, squadra sportiva di proprietà privata come accennato, mentre la seconda è la Polestar Performance. Quest’ultima nel 2015 è accorpata a Volvo, di cui diventa il brand d’élite caratterizzato dalla produzione di modelli ad alte prestazioni. Nel 2017, poi, Volvo annuncia il rilancio ufficiale di Polestar, rendendola una vera e propria casa automobilistica. La nuova era, dunque, si identifica in vetture performanti, concetto che si concretizza con il primo modello Polestar 1. L’ibrida plug-in, così, diventa rampa di lancio per un programma futuro maggiormente articolato, basato solo sulla propulsione elettrica e la ricerca della cura. Design, materiali alternativi e studi tecnici, infatti, diventano le basi per ciò che Polestar è attualmente e sarà nei prossimi anni.
Il benvenuto da Polestar Space Milano
La visita presso il primo concessionario italiano, dunque, è iniziata con un buon caffè offerto dallo Space Manager Gerardo Manniello, il quale ci ha anche raccontato alcuni aspetti dello showroom. Il Polestar Space Milano, infatti, nasce nel settembre 2023 con l’intento di creare una futura rete per l’auto elettrica, in generale. Questo, perciò, significa che il progetto non riguarda soltanto l’installazione di colonnine per la ricarica, ma anche la possibilità di manutenzione dei veicoli. A breve, infatti, verrà inaugurata anche un’area service di fianco allo showroom che consentirà, così, di seguire il cliente dalla vendita all’assistenza. Inoltre, il Polestar Space Milano sorge in un’area abbastanza strategica. Il concessionario, infatti, si trova a pochi minuti dall’aeroporto di Linate e, soprattutto, è nei pressi di importanti svincoli autostradali.









Nel dettaglio, la zona è comoda per la tangenziale sud di Milano e per le direzioni di Torino, Genova e Modena ad esempio. Verso nord, invece, è di transito sia per il capoluogo lombardo sia per l’Italia settentrionale in generale. Parlando del design, il Polestar Space Milano riflette lo stile tipico della Casa di Gothemburg, ovvero il concetto minimalista. All’interno dello showroom, dunque, tutto è pensato per essere accogliente ed ordinato, ponendo sempre al centro la sinergia tra auto, tecnologia e uomo. L’idea, così, si concretizza in 300 mq dove poter comprendere da vicino i modelli ma anche il mondo Polestar. Ad esempio, è stata allestita un’area in cui sono esposti sia gadget ufficiali sia componenti dei veicoli. Fra questi, molto interessante l’ammortizzatore Ohlins montato su molti modelli della Casa, insieme all’impianto frenante Brembo. E poi ovviamente le auto, alternative per diversi motivi.






Un’identità concretizzata nei modelli
I concetti descritti sopra, quindi, trovano corrispondenza nelle auto del Marchio svedese. All’interno dello Polestar Space Milano, infatti, Azeta Motori ha potuto curiosare le novità, fra cui la Polestar 3. Il SUV, interamente elettrico ovviamente, rappresenta come la Casa unisca le prestazioni a design e tecnologia. Polestar 3, infatti, disponibile dal 2024, racchiude l’esperienza raggiunta negli anni insieme agli studi futuri. Nel dettaglio, il SUV svedese è il modello seguente alla Polestar 2, il primo elettrificato del Marchio dopo la ibrida Polestar 1. Sulla 2, infatti, la Casa di Gothemburg aveva già presentato la propria idea di progetto a basso impatto ambientale, non solo per la propulsione. Il primo modello elettrico, così, ha mostrato anche materiali interni innovativi, naturali o riciclati.







Come detto, questo processo si rimarca nella Polestar 3 grazie a tessuti alternativi. Esempi, quindi, sono i compositi in fibra naturale realizzati con lino coltivato in Europa, consentendo non solo maggiore sostenibilità ma anche più leggerezza delle componenti. Per quanto riguarda il riciclo, invece, Polestar adotta ad esempio tappetini in Econyl, derivanti dalla plastica dei mari. Anche l’alluminio proveniente da rifiuti post-industriali, inoltre, trova nuova vita grazie ad un ulteriore utilizzo sui modelli Polestar. L’attenzione per l’ambiente, poi, si unisce a comodità e sicurezza. I modelli di Gothemburg presentano elettronica utile non soltanto per l’entertainment ma anche per i tanti sensori dislocati in diverse aree del veicolo. I sistemi di sicurezza sono ideati con Volvo, storicamente conosciuta per l’attenzione a questo tema.















La sportività reinterpretata con la Polestar 2 BST
Come descritto in apertura, Polestar nasce dalle corse, ambito in cui ha basato la sua identità iniziale e da cui ha iniziato la stretta collaborazione con Volvo. Dunque, questo passato parte della storia del Marchio non poteva essere dimenticato, così si è pensato di continuare a produrre versioni maggiormente performanti anche con veicoli elettrici. Un primo esempio è la Polestar 2 Performance, provata da Azeta Motori nell’ottobre 2023, che identifica proprio come un modello confortevole possa regalare anche emozioni sportive. Ancor più prestazionale, poi, è la Polestar 2 BST 230, prodotta in appunto soli 230 esemplari mondiali. Questa edizione limitata, quindi, rappresenta ancora quanto Polestar sia attenta anche alla sportività. Assetto ribassato, telaio rivisto, 350 kW (476 cv) ed accelerazione 0-100 km/h in 4,4 secondi sono alcune delle caratteristiche salienti.











Non solo performance però. Polestar vuole sempre unire alte prestazioni a design e cura dei materiali. Parlando di estetica, quindi, la Polestar 2 BST 230 è disponibile in due colorazioni esclusive Space e Nebula. Inoltre, a rimarcare la derivazione dalla pista si ha una striscia nera opaca opzionale che dal cofano si prolunga fino al bagagliaio. In merito ai tessuti, invece, i sedili sono rivestiti in MicroSuede Charcoal, un’alternativa più sostenibile alla pelle tradizionale. Lo stesso materiale, poi, ricopre anche il volante, al fine di aver maggior presa durante la guida. Inoltre, le forme ricercate e scamosciate dei sedili aiutano a ridurre i movimenti del corpo durante una guida maggiormente dinamica. La Polestar 2 BST 230, quindi, incarna ancora pienamente lo spirito grintoso del Marchio.







Polestar Space Milano, il finale con la Polestar 1
La conclusione della visita presso il primo showroom italiano ha riservato una bella sorpresa. I referenti dello Space, ovvero Nicolas Sanna, Alessandro Biassioni e Gerardo Manniello, hanno concesso ad Azeta Motori di accedere al garage. Qua, nel box numero 01 (ovviamente) è parcheggiata la Polestar 1, primo modello del nuovo corso, presentato nel 2017. La vettura, già descritta ed ammirata il giorno del test drive con la Polestar 2, è un qualcosa di unico. L’ibrida plug-in ad alte prestazioni esiste soltanto in 1500 esemplari ed è sicuramente una “pietra miliare” per il rilancio di Polestar. La 1, quindi, adotta un propulsore turbobenzina anteriore 4 cilindri in linea da 2 litri, affiancato a 3 motori elettrici. Nel dettaglio, due di questi sono montati sull’asse posteriore ed uno impiegato come generatore di avviamento integrato.









Questa unità motrice, quindi, complessivamente sviluppa 609 cv (441 kW) ed una coppia massima di 1000 Nm, spingendo la Polestar 1 da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi ed alla velocità massima limitata di 250 km/h. Anche questo modello, però, come quelli descritti prima, combina le alte prestazioni alla cura interna ed esterna. Proprio dai concetti illustrati sulla Polestar 1, infatti, deriveranno le peculiarità future. Ciò che ha suscitato stupore nel visitare il garage, poi, è l’attenzione che si è posta anche nel box, quasi fosse un salottino. La mattina presso il Polestar Space Milano, dunque, è stata una grande occasione per comprendere al meglio la storia ed il futuro di questo Marchio. Vedendo il passato che Polestar vanta si potrebbe pensare ad un ritorno nelle corse, magari in Formula E, vedremo…









Si ringrazia Polestar Italia per la gentilezza e la possibilità.
[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Fonti informazioni verificate:
- Polestar Italia: www.polestar.com/it
- Volvo Italia: www.volvocars.com/it
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