Honda Sports VGT, il concept basato sull'”Exciting H Design”
Il mondo di Gran Turismo incontra studi e progetti quanto mai reali, come racconta la Honda Sports VGT, provata virtualmente da Azeta Motori.

Gli E-sports sono sempre più protagonisti anche nella realtà, grazie alle enormi potenzialità che quest’ambito offre. Come si sa, infatti, molte case automobilistiche rivolgono attenzione al mondo virtuale, sia per incentivare il proprio marchio sia per presentare nuovi progetti. Talvolta, inoltre, gli studi anticipati sulle piattaforme virtuali vengono riportati anche nella realtà. Il design dei concept, ad esempio, è spesso rivolto poi a modelli realmente prodotti, come accaduto per la Honda Sports VGT. La Vision ideata per Gran Turismo ha molto in comune con la nota NSX ma presenta diversi spunti tecnici e stilistici interessanti per il futuro del Marchio giapponese. Il prototipo, infatti, è nato mediante un vero e proprio studio reale approfondito. Azeta Motori, allora, ha voluto capire meglio il concept svolgendo un test sulla pista di Suzuka.
Il contesto
La Honda è conosciuta nel motorsport per il proprio passato con McLaren e Senna, oltre che come Casa ufficiale sia in Formula Uno che in Moto GP. Dal 2019, poi, il costruttore giapponese fornisce i motori ad altre squadre del Circus, fra cui Red Bull e Toro Rosso. Queste esperienze nelle gare, così, hanno portato Honda ad ampliare le proprie conoscenze tecniche anche sui modelli stradali. Ad esempio, come accennato, nel 2016 viene presentata la seconda generazione di NSX, una coupé sportiva a due posti. Recentemente, però, con l’avvento delle competizioni online e l’avanzamento della tecnologia, il mondo virtuale ha aumentato la propria popolarità. Questo, quindi, ha addirittura generato una serie “speciale” di modelli su Gran Turismo, definiti appunto “Vision“. Honda, perciò, è stata anch’essa attratta dall’ambito, creando nel 2017 la prima propria Vision Gran Turismo.

Il progetto della Honda Sports VGT, così, rappresenta l’impegno concreto e serio della Casa nipponica nel mondo virtuale, ma fortemente correlato alla realtà. Lo studio, infatti, non si basa soltanto su ciò che è l’auto per un videogioco, bensì anche un esercizio per spunti da applicare sulle vetture si serie. Per questo motivo, Honda ha voluto creare una profonda sinergia tra le proprie sedi in Giappone ed America. L’idea, infatti, è stata di realizzare un prodotto che potesse racchiudere molteplici concetti di orientamento internazionale, un po’ come già accaduto per la NSX. Quest’ultima, tra l’altro, in alcune regioni del mondo, fra cui il Nord America, è commercializzata con il nome di Acura. Dunque, la Honda Sports VGT non è soltanto un concept virtuale ma anche un’anticipazione di altri concetti. La Vision, infatti, racchiude l’esperienza sportiva del Marchio con ciò che verrà in futuro.



Honda Sports VGT, lo studio del design
Il concept per il celebre simulatore di guida giapponese è nato dalla collaborazione tra Honda e Gran Turismo, dunque dalla sinergia tra realtà e videogioco come accennato. Nel descrivere la Honda Sports VGT, allora, iniziamo dal design, pensato secondo un preciso concetto Honda. La Casa nipponica, infatti, ha applicato la filosofia di “creare vetture che sappiano affascinare”, unendo lo stile al piacere di guida. Le forme, perciò, ricalcano il cosiddetto “Exciting H Design“, ovvero un design dinamico che doni movimento anche a vettura ferma, oltre che attirare l’attenzione. Le proporzioni, poi, sono contenute e fluide, date da una linea più incisa all’anteriore e compatta al posteriore. L’avantreno, quindi, denota un muso spiovente verso il basso che imprime carattere alla vettura grazie a diversi elementi. Il cofano anteriore, ad esempio, “mostra i muscoli” a ridosso dei passaruota, mentre nella zona centrale crea un’area ribassata anche per motivi aerodinamici.





La parte più elaborata del frontale, invece, riguarda l’area dei gruppi ottici, bassi ed allungati che scorrono tra paraurti e cofano, formando una sagoma accattivante. I LED, infatti, sono ideati con linee nette ma unite in armonia con il restante design fluido. A proposito di pulizia nello stile, lateralmente non si hanno gli specchietti retrovisori bensì una telecamera per parte, anch’esse pensate con forma aerodinamica. Al posteriore, poi, la silhouette della Honda Sports VGT incontra altri tratti più netti e massicci, come le prese d’aria laterali al vano motore. Interessanti anche gli studi nella zona del longherone, dove spicca un convogliatore di flussi nei pressi dell’asse posteriore. Infine, il lato B del concept prevede un’unica forma che “raccorda” i fanali con gli “sfoghi” della zona motore, rendendo ancora l’idea di compattezza.





La tecnica unita all’aerodinamica
Come accennato, la Honda Sports VGT è frutto di un concetto che va oltre il videogioco. Parlando delle specifiche tecniche, dunque, la Vision giapponese unisce la meccanica a design e funzionalità. Questo, ad esempio, si concretizza nel telaio particolarmente contenuto, al fine di consentire spazio alle già descritte prese d’aria laterali, allargando i passaruota. Anche pneumatici e cerchi hanno dimensioni studiate per ottimizzare le prestazioni, ma mantenendo armonia con lo stile complessivo. Ancora l’aerodinamica, poi, è ben marcata nella forma del tetto vettura, dove le due aree laterali lasciano spazio ad un “canale” centrale, più basso rispetto ad esse. Questo studio, poi, si prolunga fino al vano motore, a ridosso del quale si hanno anche diversi “sfoghi” per lo scambio termico. Aerodinamica sì ma anche riduzione peso. La Honda Sports VGT, infatti, ferma la bilancia a 899 kg, grazie all’impiego massiccio della fibra di carbonio per carrozzeria ed altri elementi.




Ed ora il motore, cuore pulsante della vettura. La Vision nipponica adotta un propulsore termico da 1.998 cc posizionato centrale, formato dal sistema turbo L4 e DOHC-VTEC. La potenza, quindi, raggiunge i 410 CV a 7.500 G/min, erogata sull’asse posteriore, mentre il cambio è sequenziale a 8 rapporti con doppia frizione e palette a volante. Perciò, la potenza del propulsore lavora sinergicamente con l’aerodinamica, sviluppata in galleria del vento addirittura. Il progetto della Honda Sports VGT, infatti, ha molte similitudini con lo studio di un’auto reale, mediante attente simulazioni. I flussi, quindi, grazie a processi approfonditi sono stati ottimizzati, migliorando di conseguenza anche le prestazioni complessive del veicolo. Per questi motivi, Honda definisce la propria Vision “un’auto da sogno, pronta ad essere guidata da chiunque” ed effettivamente ciò è possibile grazie a Gran Turismo. Vediamo allora.
Il tracciato del test: Suzuka
Azeta Motori ha voluto provare la prima Vision firmata Honda su un circuito di casa. Come accennato in apertura, il test virtuale si è svolto sulla pista di Suzuka, nota per essere protagonista in Formula Uno o Super Formula ad esempio. Dunque, andando con ordine, il tracciato è caratteristico non solo per la propria configurazione ma anche per la storia antica. La costruzione del Suzuka Circuit, infatti, è addirittura antecedente alla prima autostrada in Giappone. Parlando del layout, invece, la pista si distingue per una curiosa forma a 8 ed il cavalcavia, insieme alle diverse curve veloci che molti amano. La lunghezza della configurazione classica, quindi, registra 5807 metri, sviluppati in 20 curve e 40 metri di dislivello. Il rettilineo più lungo è di 1200 metri. Inoltre, esiste anche una variante più breve, definita Circuito Est, con lo “Snake” che si unisce direttamente alla famosa curva 130 R.







La prova della Honda Sports VGT
Il test della Honda Sports VGT, perciò, si è tenuto sul layout classico, molto utile a capire le diverse peculiarità del mezzo. Iniziando dalla potenza, il motore si sente, sia in rettilineo sia in uscita di curva donando buona trazione. Il telaio, poi, fa la propria parte mantenendo la vettura stabile, anche grazie alle buone sospensioni. Nelle curve veloci o medio rapide, come la “Spun” e la 130 R, la Honda Sports VGT si comporta bene, non dimenticandoci dell’ottimo lavoro aerodinamico già descritto. In frenata l’impianto trasmette sicurezza, anche se a ruote non completamente dritte l’auto potrebbe non perdonare molto. Abbiamo parlato di stabilità, caratteristica fondamentale per affrontare il famigerato “Snake” in salita. Qui si percepisce anche la buona reattività del volante, grazie alla sterzata precisa.
Se, come ad Azeta Motori, vi piace “aggredire” i cordoli, attenzione perché a Suzuka alcuni di essi non sono molto bassi, dunque l’auto rischia di scomporsi in uscita. La Honda Sports VGT, ad esempio, a causa della propria leggerezza, potrebbe perdere direzionalità. Riguardo la sensibilità dei pedali non si ha nulla da segnalare, poiché la risposta è diretta. A proposito, il “ritardo” del turbo non si nota granché, anzi dona minor “aggressività” al motore in uscita di curva. Anche il cambio con palette a volante è reattivo, sia in scalata che in innesto marcia superiore. Passando all’abitacolo, la visibilità frontale e laterale è buona, mentre per quella posteriore bisogna porre attenzione ai due piccoli schermi ai lati del cockpit. La Honda Sports VGT, perciò, è un concept ben progettato ed in cui si notano fortemente gli studi reali congiunti a quelli virtuali, creando un mezzo davvero interessante.















[Autore articolo e prova: Alessio Zanforlin]
Note
Tutti i contenuti presenti nell’articolo sono ricavati da Gran Turismo, tramite “cattura immagine” o “registra clip”, con console PlayStation 4.
Fonti informazioni verificate:
- Gran Turismo: www.granturimo.com
- Honda: www.honda.it
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by azetamotori 22 Febbraio 2023
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