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Brembo, un pomeriggio alla scoperta dei rinomati sistemi frenanti

Azeta Motori ha visitato Brembo, celebre realtà bergamasca leader mondiale nel settore degli impianti frenanti, sportivi ma anche stradali.

Brembo

Accedere alle sedi di grandi aziende, famose nel mondo per la loro qualità, è sempre una possibilità esclusiva. Azeta Motori ha potuto visitare un’altra di queste importanti realtà, Brembo, nota per la produzione di sistemi frenanti utilizzati da moltissimi marchi internazionali. Una visita incredibile che ha concesso di conoscere la storia e i prodotti tramite i quali Brembo si è distinta nel tempo, divenendo punto di riferimento nel proprio settore. Un viaggio conoscitivo percorso nell’area espositiva all’interno del Kilometro Rosso, presso lo sede di Stezzano (BG), quartier generale dell’azienda italiana. Un pomeriggio alla scoperta dei molteplici ambiti in cui Brembo è impegnata, rivolgendo anche un’attenzione a nuove sfide che il futuro riserva. F1, Moto GP, WEC, WRC e Formula E sono alcune delle competizioni in cui Brembo è presente da anni con sviluppi tecnologici descritti da Daniele Bettini, Manager della Comunicazione Motorsport.

1961, inizia l’avventura

La visita all’interno di Brembo è cominciata nella prima grande sala espositiva dedicata a “The Art of Braking”, la nuova mostra spettacolo che racconta l’avventura imprenditoriale di Brembo e i suoi prodotti più iconici. L’esperienza multimediale, immersiva e coinvolgente, si apre con una breve cronologia del sistema frenante in generale. In particolare, l’area è suddivisa in otto “macro pianeti” appartenenti alla “galassia” Brembo, ciascuno dei quali descrive ambiti e curiosità identificativi del profilo aziendale: la parte introduttiva riguarda la fondazione ovviamente. La storia ha origine nel 1961, quando Italo Breda insieme ai fratelli Emilio, Sergio e Alberto Bombassei aprono un’officina meccanica a Paladina, vicino Bergamo, producendo dischi freni destinati al mercato italiano. Il nome dell’azienda riprende le rispettive iniziali dei suoi fondatori:

  • Br“, “Breda
  • em“, “Emilio
  • bo“, i fratelli “Bombassei

L’avventura della realtà bergamasca inizia però quasi per casualità. Nel 1964, nei pressi dell’officina si ribalta un camion carico di dischi Alfa Romeo che perde gran parte della merce trasportata. Così, vista l’urgenza di produrre nuovamente i ricambi danneggiati nell’incidente, Alfa Romeo è convinta dalla piccola officina di Paladina che si propone come fornitore. Quel fatto simpatico, perciò, diventa anche un momento di svolta per il seguito dell’azienda.

Il punto cardine di Brembo è, sin dagli albori, Alberto Bombassei, traghettatore da piccola realtà familiare a leader mondiale. Gli anni ’70 rappresentano un periodo molto importante per Brembo, ad esempio grazie all’introduzione della prima pinza freno per moto. La svolta principale nel motorsport si ha con il 1975, quando Enzo Ferrari sceglie Brembo per equipaggiare le proprie monoposto F1. La volontà del Drake darà via ad un nuovo inizio per l’azienda bergamasca proiettandola nel motorsport, ambito in cui Brembo sappiamo diventerà riferimento. Come vedremo in seguito infatti, Brembo è il costruttore più celebre e scelto da numerosi marchi.

Brembo kilometro rosso
Un impianto Ferrari, storico cliente di Brembo.

L’approdo nel motorsport e la presenza internazionale

Proseguendo lungo il corridoio giungiamo al 1980, anno in cui Brembo produce la prima pinza in alluminio per auto che, nel 1984, verrà seguita dal primo disco in carbonio per la Formula Uno. Il motorsport diventa così un laboratorio utile per la produzione di impianti rivolti ai mezzi stradali, approccio portato avanti fino ad oggi. Sempre negli anni ’80, Brembo si impegna anche nel settore dei veicoli commerciali. L’incremento dell’azienda bergamasca porta alla quotazione nella Borsa Valori di Milano nel 1995, passaggio che apre il progetto di internazionalizzazione. Ad oggi Brembo è dunque presente in 15 paesi e 3 continenti, localizzazione che consente vicinanza ai tanti clienti mondiali. Le sedi, ad esempio, sono in Germania, USA, India, Brasile e Polonia. Il Manager della Comunicazione Motorsport ha infatti voluto sottolineare questa mentalità aziendale di essere vicino al cliente, offrendo quindi servizi e collaborazioni migliori che si riflettono sul prodotto.

Brembo kilometro rosso

Brembo: ingegneria unita all’arte

Tecnologia sì ma anche stile, connubio nato principalmente agli albori del nuovo millennio. Nel 2004 la ditta bergamasca vince per la prima volta il Compasso d’Oro, un riconoscimento che ha premiato un sistema frenante con disco in carbonio ceramico. La forma e il design del prodotto made in Italy, difatti, non sono pensati solo per motivi funzionali ma anche estetici, tant’è che l’impianto premiato potrebbe essere ritenuto un’opera d’arte. Inoltre, il concetto di stile si esplicita lungo il corridoio espositivo tramite l’arco formato da pinze freno, disposte in ordine cromatico. Brembo, infatti, propone questo componente anche come oggetto di design, concetto derivante dal 1992. In quell’anno, Porsche propone sulla 964 Turbo le pinze freno verniciate di rosso, colore che richiama la passione e in generale le competizioni. La scelta del rosso anche nel logo Brembo, quindi, non è tributo allo storico colore assegnato all’Italia nelle competizioni internazionali, come qualcuno potrebbe pensare.

impianto frenante Compasso d'Oro 2004 brembo
L’impianto frenante Compasso d’Oro 2004.
Brembo kilometro rosso
Brembo kilometro rosso

Per la prima volta si utilizza dunque il colore su una pinza freno, mentre precedentemente queste parti erano verniciate di nero per proteggere dalla corrosione. L’alternativa del 1992 diventa un elemento di stile “unico” che successivamente verrà affiancato ad altre scelte di colore, integrandosi ed adattandosi alla personalizzazione del veicolo. L’installazione ad “arco” citata prima rappresenta proprio questo adattamento al design. Lo stile Brembo diventa anche “iconico”, grazie all’intuizione di incidere il proprio marchio sulle pinze freno. Un qualcosa di distintivo e originale che verrà applicato anche sui modellini in scala delle automobili. Parlando ancora di arte ma in altri termini, nel 2007 viene inaugurato il Kilometro Rosso, uno stabilimento avveniristico per l’architettura che diventa quartier generale di Brembo. Ad oggi il Kilometro Rosso non è soltanto la principale sede aziendale, bensì anche un polo che ospita altre aziende, sito a Stezzano (BG).

Brembo kilometro rosso

Le differenti tipologie di impianti frenanti

Come accennato, Brembo è impegnata in varie competizioni, ciascuna delle quali richiede apposite specifiche e ricerche, ma il denominatore comune è l’input di realizzazione. Le pinze freno, difatti, sono ricavate dal pieno e lavorate mediante macchine utensili CNC (controllo numerico computerizzato), esportando materiale da un blocco. Ciò che cambia sono la conformazione, studiata in base all’impiego del prodotto, e il materiale. Quest’ultimo comprende anche i dischi, scelti a seconda di categoria, richiesta del cliente e utilizzo: ghisa grigia, acciaio inossidabile o i più conosciuti e performanti dischi carboceramici. Gli studi e la progettazione inerenti la gamma di impianti si ispirano principalmente al motorsport, ambito dove tutto è esasperato e portato all’estremo. Un esempio è la durata del disco: circa 1600 km su una vettura F1, mentre su un’auto sportiva di serie la vita oscilla tra i 2000 km per un impiego in pista o 200.000 km su strada.

Come quindi si intuisce, un sistema frenante molto performante è soggetto a sollecitazioni elevatissime nelle competizioni, con conseguente durata inferiore. Anche i tempi di produzione di un disco sono diversi: per un prodotto F1 si impiegano tra i 6 e gli 8 mesi, contro le 3 settimane di un’auto stradale. Il motorsport, se pur settore che evolve rapidamente, richiede molto più tempo per studi e produzione, concretizzando il lavoro in performance di altissimo livello. Brembo investe nelle competizioni, ritenute un ottimo banco di prova tecnologico e un importante ritorno di immagine. Oltre alle caratteristiche produttive descritte, ogni marchio può richiedere alcune personalizzazioni, sia nell’aspetto tecnico sia stilistico. Ad esempio, numerosi costruttori chiedono di apportare il proprio logo sulle pinze, altro elemento distintivo dell’azienda. Brembo, in ogni caso e ambito, fornisce non soltanto le pinze ed il disco, bensì tutto il corredo annesso all’impianto frenante, tra cui le leve nel motociclismo.

Brembo, una grande famiglia

Parlando allora proprio del sistema franante completo di tutti gli accessori, la galassia Brembo è formata anche da altri marchi. Questa unione garantisce le componenti necessarie mediante una filiera interna, oltre ad essere presente su diversi mercati, rivolgendosi ad auto, moto e veicoli commerciali. Nel dettaglio, oltre al reparto Brembo Racing si ha AP anch’essa con la branca Racing, azienda inglese d’eccellenza nella produzione di impianti frenanti, freni e frizioni. E poi Breco, brand di dischi freno e tamburi per il mercato aftermarket. BYBRE, acronimo di “By Brembo”, invece è il brand dedicato alle soluzioni frenanti per le due ruote di piccola e media cilindrata. J.Juan è leader nello sviluppo e nella produzione di tubi freno in treccia metallica per il settore delle due ruote, mentre Marchesini è leader nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di ruote in lega leggera per moto da competizione e uso stradale.

Infine SBS Friction, riferimento a livello mondiale nello sviluppo e produzione di pastiglie freno per moto in materiali innovativi e attenti all’ambiente. I tanti marchi consentono perciò all’azienda bergamasca di offrire un servizio completo basato su cinque business unit (sistemi, dischi, moto, aftermarket, performance) oltre che una sinergia negli studi per le diverse componenti di un veicolo. Esempio concreto è il motociclismo, già accennato prima, settore in cui Brembo garantisce anche i cerchi Marchesini, fra le altre componenti. Tutto ciò porta Brembo ai vertici mondiali nella progettazione e produzione di sistemi e componenti frenanti. Questo si concretizza in mondi come racing e impianti di primo equipaggiamento anche per veicoli commerciali. La catena produttiva del gruppo, poi, segue passaggi ben precisi:

  1. ricerca
  2. progettazione
  3. fonderia
  4. lavorazione e montaggio
  5. sistema di qualità globale
  6. servizio clienti

Innovazione e sostenibilità secondo Brembo

La parte conclusiva della visita a Strezzano ha riguardato anche il futuro dell’azienda, già iniziato però qualche anno fa. Nel 2013 si ha l’istituzione del CSR Steering Committee, guidato da Cristina Bombassei. Il comitato promuove e coordina le attività di Brembo in ambito di sostenibilità, non solo ambientale ma in generale. Brembo, ad esempio, consolida legami con le comunità locali nelle quali opera, in aggiunta ai numerosi progetti di carattere sociale. Fra questi spiccano iniziative per tutela dell’infanzia, dell’istruzione, dell’arte, della cultura, dello sport e della ricerca scientifica. E poi la salvaguardia ambientale, una delle nuove sfide insieme al tema dell’elettrico, a cui l’azienda guarda con attenzione. Uno dei recenti progetti è quindi SENSIFY, sistema innovativo che integra la gestione dei dati e l’intelligenza artificiale per la realizzazione di componenti frenanti di nuova generazione.

Brembo kilometro rosso
Il sistema SENSIFY descritto in modo interattivo.

A proposito di attualità e futuro, Brembo è da anni presente negli e-sports, mondo nel quale l’azienda ha stretto diverse collaborazioni. Una delle piattaforme dove è presente il nome del marchio italiano è Gran Turismo, celebre simulatore di guida giapponese. Nel dettaglio, Brembo è partner tecnico sia del videogioco sia dei campionati ufficiali che periodicamente si organizzano. La realtà è quindi affiancata al virtuale, con una sinergia molto importante. Concludendo, le principali categorie in cui Brembo è impegnata sono:

  • Formula 1
  • Formula 2
  • Formula 3
  • Formula E
  • NASCAR
  • Dakar
  • Campionato del Mondo Rally (WRC)
  • Moto GP
  • Moto2
  • Moto3
  • MotoE
  • MXGP
  • Campionato del Mondo Endurance (WEC)
  • Campionato Mondiale Superbike (WSBK)

La visita a Stezzano è stata molto utile quanto interessante, apprezzando storia e tecnologia che Brembo vanta, insieme ai grandi progetti rivolti al futuro.

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Ringraziamenti e note

Si ringrazia Brembo, in particolare Daniele Bettini, per la possibilità e la cordialità. Le foto presenti nell’articolo sono state scattate secondo le indicazioni durante la visita.

Fonti informazioni verificate:

  • Brembo, sito ufficiale
  • Daniele Bettini, Motorsport Communications Manager

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