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Stilo: la visita a Cenate Sotto, dove nascono i caschi “Made in Italy”

Azeta Motori è stata in Stilo, azienda nota per la produzione di caschi Rally, Pista, Karting e Offshore di alta gamma e qualità italiana.

Stilo caschi

Poter conoscere i retroscena del motorsport è sempre un grandissimo privilegio e un’opportunità che non tutti hanno. Azeta Motori ha avuto l’incredibile possibilità di comprendere come nascono i caschi Stilo, azienda italiana molto conosciuta nel settore racing e non solo. La qualità italiana, infatti, è da sempre apprezzata e rinomata nel mondo, eccellenza identificata in progettazione, produzione e design. Stilo racchiude quindi questi fattori, proponendo una linea di caschi rivolta a vari ambiti delle competizioni, fra cui Pista, Rally, Karting e Offshore. L’azienda è impegnata dal 1999 nella ricerca e nello sviluppo continuo, divenendo una delle realtà più apprezzate del panorama internazionale. Azeta Motori è dunque stata a Cenate Sotto, sede principale di Stilo, ma non l’unica nel mondo come vedremo. Un viaggio alla scoperta della storia e della tecnologia che identifica questo marchio, descritto da Serena Santolamazza, Responsabile Marketing e Comunicazione.

Esperienza nata nel 1999

L’avventura della Stilo ha inizio nel 1999 dopo il Motor Show di Bologna, quando Ludovico Fassitelli, ex pilota di Rally, ha l’intuizione di creare un’azienda che basa la propria identità sulla creazione di caschi 100% italiani: nasce così la prima sede a Treviolo, nei pressi di Bergamo. Nel 2000 viene venduto il primo prodotto e nello stesso anno Stilo introduce il primo casco Rally al mondo aperto e disegnato attorno all’interfono, incorporando quest’ultimo elemento alla sagoma. Una tecnologia interessante proposta agli albori del nuovo WRC, rampa di lancio per le innovazioni successive. Altro esempio è l’interfono Bluetooth per motociclette marchiato Stilo, prima azienda a brevettarlo. Il Mondiale Rally è una delle discipline in cui la realtà bergamasca tutt’ora lascia la firma: nel 2005 arriva la prima iride con Sébastien Loeb. In pista, invece, Stilo vince il primo Titolo grazie al successo di Gabriele Tarquini nel World Touring Car Championship 2009.

Un importante traguardo sarà l’ampliamento della sede nel 2010. Il debutto in F1 arriva cinque anni più tardi, insieme alla vittoria nella 24 Ore di Le Mans con Porsche. Il risultato giunge anche dopo il trionfo in F2 di Davide Valsecchi, stagione 2012. Una svolta rilevante per la storia di Stilo avviene nel 2016, quando l’azienda è acquistata dal gruppo americano Simpson Performance, di cui ne è tutt’ora parte. Nel 2021, poi, entrambe entreranno nel Gruppo Holley, quotato in borsa. Intanto negli anni l’azienda accresce la propria presenza in F1, diventando dal 2017 fornitore di Valtteri Bottas e poi partner tecnico di Mercedes-AMG Petronas Motorsport (2019), oltre che di Stroll. Anche nei Rally arrivano altre soddisfazioni, tra cui il primo Titolo Mondiale di Kalle Rovanperä e Jonne Halttunen nel 2022, dopo i numerosi successi con Ogier e Loeb. Nella Dakar, invece, spicca la vittoria di Carlos Sainz nel 2024.

Come nascono i caschi Stilo: prototipi e studi

Dopo l’introduzione riguardante la storia dell’azienda italiana, è iniziata la visita all’interno del nuovo stabilimento da 5000 mq, inaugurato a Cenate Sotto (BG) nel 2024. Grazie a questo recente impianto, Stilo oggi progetta, collauda e produce tutto all’interno di un’unica sede, sola azienda del settore a farlo. La prima zona a cui si è potuto accedere riguarda la stanza degli studi e degli sviluppi, area dove si effettuano prove e si creano prototipi al fine di migliorare ed implementare le conoscenze. In particolare, Stilo è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni, come rappresentano i caschi “test” spesso utilizzati da alcuni piloti in gare di livello. Questi prodotti sono frutto di ricerche sia in azienda sia con i piloti professionisti che collaudano i nuovi caschi in condizioni estreme, prima che Stilo li proponga eventualmente sul mercato.

Le prove in tal senso riguardano vari aspetti, tra cui forma del casco, materiali, interni, visiera e dettagli vari. Ogni particolare è curato per offrire il massimo in termini di comfort, performance e sicurezza. Proprio quest’ultima è ovviamente la componente fondamentale trattandosi di caschi, costantemente migliorata e collaudata nella sala test. La zona ha al suo interno alcuni macchinari utili a simulare impatti di vario genere e la resistenza del casco, sia di prototipi sia di prodotti già in produzione. L’obiettivo è infatti quello di migliorare anche ciò che è già stato commercializzato. Ad esempio, fra i numerosi test il casco viene proiettato contro un oggetto disposto in differenti angolazioni, a seconda della tipologia di prova. A fine test si segnalano eventuali danni che verranno riportati all’area di produzione. Parlando di comfort, nel 2024 è stato proposto un nuovo casco con visiera più ampia, il WRX, apprezzato da diversi piloti.

Stilo caschi

Le fasi della produzione

Passando allora al processo di produzione di un casco Stilo, la prima operazione riguarda il taglio delle pelli che andranno a comporre i vari strati di carbonio o vetroresina. Questa fase è effettuata manualmente dai tecnici specializzati, come tutte le altre lavorazioni, ad eccezione di un macchinario che taglia i fogli citati. Gli addetti smistano ed esaminano visivamente la qualità del pezzo, prima di conservare gli strati all’interno di una stanza frigorifera per mantenere intatte le proprietà del materiale. In seguito, i laminati vengono modellati dalle ragazze in un’altra sala, ancora una volta lavoro svolto completamente a mano. Come in altre realtà, fra cui Pagani Automobili, anche Stilo ha deciso di affidare questa operazione alle donne, in quanto più precise e meticolose di natura. Una volta creata la sagoma del casco, applicando i fogli necessari con collante specifico, la sagoma è inserita in un involucro sotto vuoto.

Stilo caschi
La forma sottovuoto.

Il procedimento successivo vede quindi la cottura delle forme per 2 ore e 45 all’interno di due autoclavi. Successivamente le sagome dei caschi vengono lucidate, sempre manualmente, per poi procedere con il taglio del collarino e la zona della visiera. Questa operazione è effettuata da una macchina, chiamata water jet, che taglia gli elementi menzionati mediante un getto d’acqua sottile ma ad altissima pressione. Da qui i caschi sono pronti per essere inviati agli aerografi affiliati a Stilo, per poi tornare in azienda. I piloti di altissimo livello, però, spesso si affidano a grafici di loro fiducia, quindi in tal caso il casco segue una strada diversa. In entrambe le opzioni il prodotto rientra comunque in sede per l’assemblaggio delle componenti finali. L’ultima fase riguarda dunque l’inserimento degli elementi che completano il casco, ancora una volta manualmente.

Stilo, la cura dei dettagli a mano

Il passaggio finale per concludere un casco è l’inserimento di componenti interni ed esterni. Anche questo processo è effettuato dai tecnici Stilo, seguendo il procedimento con ordine. Quando che il casco rientra in sede dopo la grafica, i primi accessori applicati sono il laccetto e la fibbia, seguiti da vari dettagli, come le grigliette interne. Successivamente si passa all’incollaggio della guaina in gomma, ad esempio attorno alla zona della visiera, insieme agli inserti HANS interni. A proposito, Stilo è distributore esclusivo del dispositivo HANS (Head And Neck Support) per Europa e Medio Oriente, ideato e brevettato dalla società Hans che fa parte, insieme a Stilo, del gruppo Holley Performance Brands. Tornando all’assemblaggio, se il casco è di tipologia Rally viene montata la componente elettrica, quali i cavi interfono. Proseguendo, si inseriscono le protezioni interne: il polistirolo che ricalca tutta la forma del casco, oltre a spugne, guance ecc…

Queste parti sono personalizzabili per i piloti di altissimo livello, come il resto del prodotto. Gli ultimi elementi ad essere montati sono gli attacchi HANS esterni e gli adesivi Stilo (tra cui la taglia), insieme a quelli inerenti i dati tecnici per le verifiche FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile). Da qui il casco è pronto per essere imballato e consegnato al cliente. L’ultima parte della visita in Stilo ha concesso di entrare anche nella sala degli studi elettronici ed acustici. In quest’area si sperimentano gli aspetti riguardanti il suono e non solo, in generale gli effetti sonori sulle varie tipologie di caschi. Come accennato, ormai l’elettronica è presente anche in questo mondo, sia per quanto riguarda l’interfono, sia per il sistema radio generico che molte competizioni adottano. Tra l’altro, nel 2008 Stilo ha presentato l’ST4, primo casco da corsa certificato FIA8860-2004 con paraorecchie e sistema di idratazione integrato.

attacco hans esterno

La conclusione della visita in Stilo

Serena Santolamazza ha infine portato Azeta Motori nella “sala fitting“, dove i piloti vengono ospitati per comprendere le loro esigenze e studiare il prodotto richiesto. Il casco è personalizzabile come detto, scegliendo tra visiere e diversi accessori. Stilo è sinonimo di tecnologia, infatti ai piloti professionisti si esegue anche una scansione della testa, utilizzando i dati e le dimensioni durante sviluppo e produzione del casco. Il cliente può richiedere di apportare modifiche in parti specifiche del prodotto, al fine di esasperare la prestazione. Ovviamente stiamo parlando di professionisti che corrono in campionati d’eccellenza, come WEC, WRC e Formula Uno, competizioni nelle quali ogni dettaglio conta. Tra i piloti (e navigatori) che si sono affidati o si rivolgono tutt’ora a Stilo spiccano Sainz, Loeb, Ogier, Tanak, Bottas, Stroll, Dindo Capello, Nasr, De Vries, Rovanperä, Matteo Bobbi e Gabriele Tarquini.

La visita in Stilo è stata dunque una bella opportunità per comprendere al meglio come nasce un casco di altissima gamma, completamente “Made in Italy”. Un’eccellenza nostrana che non smette mai di guardare avanti, proponendo prodotti che attirano l’attenzione di diversi atleti. Nell’articolo si è parlato principalmente di caschi inerenti il mondo automobilistico ma, come specificato in apertura, Stilo si occupa anche di altri settori. L’offshore, ad esempio, è uno dei mondi in cui l’azienda si è nuovamente distinta, ampliando le proprie conoscenze. Senza dimenticare la NASCAR, categoria in cui Stilo è presente anche grazie al proprio distaccamento negli Stati Uniti, ribadendo però che la sede operativa è in Italia. Infatti, il vantaggio di avere un unico stabilimento dove avviene tutto il processo consente una notevole ottimizzazione del lavoro, risparmiando tempo e denaro. Il Tricolore ancora una volta primeggia agli alti livelli insomma.

Ludovico Fassitelli
Stilo caschi
Alessio Zanforlin e Serena Santolamazza.

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Ringraziamenti e note

Si ringrazia Stilo, in particolare Serena Santolamazza, per la possibilità e la cordialità. Le foto presenti nell’articolo sono state scattate secondo le indicazioni durante la visita.

Fonti informazioni verificate:

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