Matteo Bobbi, dai kart a Campione del Mondo GT e la Formula Uno
Azeta Motori ha incontrato Matteo Bobbi, celebre commentatore che vanta un passato nelle competizioni, tra vittorie e risultati rilevanti.

Il motorsport è formato da tanti ambiti e sfaccettature, rendendo questo mondo affascinante per molti. Indubbiamente la Formula Uno è ritenuta la massima categoria ed espressione dell’automobilismo, il Circus a cui tutti aspirano. Matteo Bobbi è conosciuto comunemente come il commentatore di Sky, colui che analizza dati e stili di guida, ma c’è di più. Matteo, infatti, è innanzitutto un ex pilota, dunque persona che ha vissuto ciò che oggi descrive, anche all’interno di una monoposto. Azeta Motori, allora, ha voluto incontrarlo per conoscere come sono nate passione e carriera sportiva, culminate con due Titoli Mondiali nelle serie Gran Turismo. Una chiacchierata interessante nella quale si è parlato non soltanto di motori.
Iniziando da un kart e… un cane
Nato il 2 luglio 1978, Matteo Massimiliano Bobbi comincia ad approcciarsi al mondo dei motori grazie al papà. La storia di come tutto è iniziato è curiosa quanto simpatica però. Il padre, infatti, aveva un kart 135 cc per girare con gli amici sulla pista di Castelletto Ticino, non lontano dalla casa di famiglia, e all’età di 5 – 6 anni Matteo andava con lui chiedendo spesso di guidare. Così, un giorno durante la pausa pranzo del kartodromo, Matteo viene accontentato, salendo su un kart imprestatogli dalla pista. E qui inizia la storia simpatica. I proprietari del circuito avevano un cane lupo che durante la pausa pranzo lasciavano libero. Quel giorno il cane entra in pista, proprio mentre stava girando Matteo che, talmente andava lento, viene superato dal cane in corsa.

Papà Bobbi, perciò, pensa che il figlio abbandoni l’idea del kart vista l’esperienza poco esaltante, ma non sarà così. Matteo, infatti, non è spaventato dall’accaduto ma, anzi, è spronato ed incoraggiato a proseguire sui kart per dimostrare che può andare più veloce di un cane. Dopo aver convinto la mamma, dunque, Matteo inizia a correre in pista per puro divertimento con il padre che, intanto, gli aveva comprato un “sessantino”. Da gioco il kart diventa passione vera. Matteo chiede di correre la prima gara, portando a casa subito un podio che lo proietterà verso le varie categorie. Negli anni, quindi, Bobbi dai kart passa alle vetture Formula, ambito in cui permarrà per diverso tempo. L’esperienza con questo genere di vetture, infatti, sarà fondamentale per il futuro di Matteo, non soltanto sportivo ma anche tecnico.
Matteo Bobbi: Fernando Alonso e l’avvicinamento alla F1
Il periodo vissuto nelle diverse categorie monoposto si apre con l’approdo in Formula Renault, serie abbastanza importante al tempo e che ha esaltato grandi piloti. In particolare, Matteo Bobbi ha gareggiato due anni nel Campionato Europeo, prima di passare alla Formula Nissan, competizione in cui correvano Fernando Alonso e Marc Gené, fra gli altri. Matteo, dunque, partecipa al campionato per tre anni, esaltandosi nell’ultima stagione grazie al secondo posto in classifica finale. In seguito, Bobbi corre nella gara di Corea e poi Macao con la Formula 3. In quest’ultima Matteo ottiene il 6° posto, nonché miglior debuttante ed italiano in gara. Proprio durante gli anni in Formula 3 si coltiva il rapporto con Fernando Alonso, ed anche in questo caso la vicenda è interessante. Al termine degli anni ’90, il pilota spagnolo corre con il team iberico Campos, vincendo il Titolo nella Formula Nissan, precedentemente ottenuto da Gené.

Nel 2001, quindi, anche Matteo Bobbi approda nel Team Campos, mentre Alonso è in Formula 3000 con il Team Astromega, seguito però da Adrian Campos. Quest’ultimo, infatti, non era soltanto padrone della squadra ma anche manager di Alonso. Matteo e Fernando, perciò, spesso si incrociavano a Valencia, nei pressi dove il Team Campos ha ancora la sede. I due piloti condividevano molto tempo insieme, in quanto entrambi collaboravano con Campos, per un motivo o per l’altro, vivendo a casa di Adrian. Conclusa l’esperienza con la squadra iberica, Matteo Bobbi si avvicina alla Formula Uno grazie a Giancarlo Minardi, conosciutissimo scopritore di talenti e fondatore dell’omonimo team. Bobbi, quindi, approda in squadra nel 2002, inizialmente soltanto come collaudatore per poi, nel 2003, diventare anche terzo pilota. Grazie alla scuderia italiana, così, Matteo ha possibilità di affacciarsi al Circus.
Dalla Minardi ai successi nel Turismo
L’esperienza di Matteo Bobbi in Formula Uno si concentra alla Minardi come accennato, periodo in cui il pilota prova la vettura in tantissime occasioni essendo tester ufficiale. Probabilmente tutti ricordano maggiormente l’unica volta nella quale Matteo è comparso alla guida della PS03 durante un Gran Premio. Era Imola 2003, quando Bobbi ha preso parte alle prove libere 1 che, però, non sono un bel ricordo per lui. Dopo qualche giro, infatti, il motore della monoposto si rompe, concludendo prematuramente la mattinata di prove. In quello stesso anno, Matteo Bobbi si rapporta anche con Jos Verstappen, padre di Max, pilota ufficiale Minardi. Sempre nel 2003, Bobbi corre in parallelo anche con le vetture Turismo, laureandosi Campione del Mondo GT1 sulla Ferrari 550 Maranello. Rilevante il fatto che fosse il primo anno in cui Matteo correva nella categoria, insieme a Thomas Biagi nella BMS Scuderia Italia.

L’anno seguente, il 2004, Matteo Bobbi è vicecampione GT1 sempre con BMS Scuderia Italia, dimostrando ancora grande competitività. Nel 2005, il pilota lombardo si cimenta nelle gare di durata negli USA partecipando al Grand-Am, ovvero l’attuale IMSA, a bordo di un Prototipo ufficiale Toyota. Il 2006 segna il ritorno di Matteo in Europa mediante un contratto con Ferrari, la quale aveva appena creato la propria Squadra Corse GT ufficiale. Nel dettaglio, il Cavallino è supportato da AF Corse, conosciuta realtà presente da anni nel WEC sia nella categoria GT che, dal 2024, anche Hypercar. Con il team di Piacenza, quindi, Matteo gareggia sulla F430 in coppia a Jaime Melo nella classe GT2, portando a casa successi e risultati esaltanti culminati con il Titolo. Il finale di stagione, però, sarà un po’ controverso.
Matteo Bobbi, pilota e commentatore
Il 2006, come accennato, è un anno particolare. Nonostante la stagione ai vertici, Matteo Bobbi è appiedato all’ultima gara, non potendo dunque partecipare all’appuntamento di Dubai. Così, il compagno Melo ottiene punti nella gara conclusiva vincendo il campionato che, in realtà, era già stato matematicamente ipotecato ad Adria, round precedente. Bobbi, quindi, è ritenuto secondo a fine stagione dall’albo d’oro FIA. La Federazione però riconosce il Titolo anche a Matteo, in quanto compagno di Melo e con il campionato vinto già ad Adria, consegnando anche a lui la Coppa Mondiale Piloti. Dopo il 2006, Bobbi partecipa ad altre diverse competizioni, fra cui la 24 Ore di Le Mans guidando una LMP2, non concludendola a causa di un problema tecnico alla vettura. Tornando alle GT, Matteo corre ancora negli anni, per esempio a bordo della Maserati MC12. In seguito, Bobbi si avvicina al mondo della televisione mediante Sky Italia, dal 2014.

Proprio l’approdo in TV porterà Matteo ad una popolarità maggiore, consentendogli di continuare a mettere in partica le proprie doti e conoscenze da pilota. Per Sky, ad esempio, analizza da tempo diversi aspetti tecnici e di guida, mentre con altre realtà è divenuto anche ambassador. Oltre alla pista, quindi, Matteo ha provato vetture Rally in test, sia grazie al recente rapporto con Toyota sia precedentemente in Inghilterra in una prova del RAC. In quell’occasione, infatti, un amico di Matteo aveva noleggiato una WRC2 per divertimento. Con Toyota, invece, ha avuto occasione di provare la Yaris GR Rally Cup, progetto nato nel 2021. Tra l’altro, la versione del Campionato monomarca è stata testata da Bobbi anche con Di Giannantonio, pilota Moto GP. Matteo, poi, un anno è stato anche ospite di BRC per la presentazione del programma sportivo Hyundai.



I progetti ed altre passioni
Mondo reale ma anche virtuale. Con Matteo, infatti, si è parlato di e-sports, ambito ormai molto vicino alla realtà ed in cui tanti credono. Bobbi è uno di essi, tant’è che insieme a Mario Miyakawa e Jean Alesi è fondatore della Jean Alesi Academy. L’idea, infatti, è di valorizzare professionalmente il sim racing per poi, eventualmente, permettere ai piloti più meritevoli di accedere alle gare reali. Un esempio concreto del progetto è David Tonizza, abbastanza conosciuto nell’ambito, o i diversi ragazzi forniti poi direttamente a Ferrari. La chiacchierata con Matteo Bobbi si è conclusa parlando delle passioni che, comunque, riguardano i motori. Matteo, infatti, ama tutte le connotazioni del motorsport e le corse in generale, oltre alle auto d’epoca e lo sport, soprattutto il tennis. L’incontro con Matteo Bobbi, quindi, è stato un bel momento per conoscere la sua vita e confrontarsi sui temi attuali inerenti ai motori.
[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Ringraziamenti e note
Si ringraziano Matteo Bobbi e lo staff di Toyota Italia per la disponibilità e la gentilezza.
Fonti informazioni verificate:
- Matteo Bobbi in persona
- www.scuderiaitalia.it
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by azetamotori 1 Settembre 2022
Categorie
E - sports, Endurance, Formula 1, Motorsport, Personaggi, Rally
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