Stefano Berardino, la passione per i motori unita all’arte
Il mondo dell’automobile trova spazio anche nei dipinti di Stefano Berardino, artista di Orta San Giulio incontrato da Azeta Motori.

L’amore per il mondo dei motori può sfociare in tanti ambiti e modi, uno di questi è dipingere, arte che identifica Stefano Berardino. Il ragazzo piemontese, originario di Orta San Giulio, cittadina che affaccia sull’omonimo lago, è riuscito infatti ad abbinare l’abilità artistica alla passione per le automobili, ambiti nei quali Stefano ha vissuto fin da bambino. Nonostante un’estrazione scolastica diversa e lontana dal settore artistico, Stefano Berardino ha saputo costruirsi il proprio percorso culminato in una nicchia riconosciuta e apprezzata, ricalcando le origini che gli hanno tramandato le relative passioni. Nel tempo Stefano ha avuto possibilità di collaborare con diverse realtà, incontrando inoltre personaggi celebri, uno tra tutti il critico Vittorio Sgarbi. Azeta Motori è andata a trovare l’artista piemontese nel suo studio, apprezzandone anche la galleria d’arte contemporanea ad Orta San Giulio, scoprendo la vita personale e il percorso professionale.
Le origini
Nato a Borgomanero (NO) nel 1992, Stefano Berardino ha studiato ragioneria alle scuole superiori, prima di intraprendere un corso di pittura privato. Parallelamente il ragazzo piemontese impara inglese, francese e tedesco, lingue che gli saranno utili per la strada che seguirà. La passione di dipingere è infatti molto forte, come quella delle automobili, portandolo ad intraprendere una via differente dall’ambito del ragioniere. Parlando dell’aspetto artistico, l’interesse è tramandato dal padre che aveva (e ha tutt’ora) una galleria ad Orta San Giulio. Papà Berardino è grande appassionato di paesaggi, difatti le sue opere riguardano l’ambito naturalistico, non le automobili. L’attrazione per il mondo motori è dunque trasmessa dal nonno, amante delle FIAT, preferibilmente piccole e di colore chiaro, come bianco o azzurro. Stefano ricorda quando da bambino saliva su modelli come 127 e 500 del nonno, innamorandosene anch’esso.







Il ragazzo inizia così a disegnare i primi schizzi nello studio del papà, per gioco, quasi sempre ritraendo la sagoma della Panda, vettura che poi lo accompagnerà per tutta la vita essendo proprietario di due esemplari 4×4. Nel 1982 il padre di Stefano apre la propria galleria d’arte ad Orta San Giulio, chiamandola OrtArte. Il nome della sala espositiva è un’idea del segretario, unione ovviamente che rimanda al paesino sul lago e che Stefano Berardino manterrà quando poi nel 2020 rileverà la galleria. Inizialmente la creazione di dipinti è un secondo lavoro per il padre, impiegato parallelamente alla Shimano, azienda del settore ciclismo. Con il passare degli anni Stefano frequenta diversi corsi e concorsi, anche all’estero tra cui a Malaga, in Spagna. Nel 2011 arriva il primo grande risultato con l’apertura di OrtaVintage, il proprio studio ancora ad Orta San Giulio, distaccato dall’attività del padre.

Luca Zanfini, Alessio Zanforlin e Stefano Berardino.





Stefano e l’amore per la FIAT Panda.
Stefano Berardino, artista di professione
La gavetta del ragazzo ortese prosegue e nel 2018 avviene il primo contatto con FIAT, o per meglio dire FCA che dal 2021 è poi diventata Stellantis. Stefano ricorda con simpatia quel primo momento al Mirafiori Motor Village di Torino, quando non si aspettava addirittura che gli venisse proposta un’esposizione. Berardino si presenta al direttore del concessionario e alla fine dell’incontro gli vengono commissionate 30 opere, parte della mostra che si terrà poi nella sede ufficiale torinese. L’esposizione, inaugurata l’8 novembre 2018 e inizialmente prevista per 10 giorni, non fu momentanea, bensì l’inizio di una collaborazione. Al Motor Village venne aperta la Mirafiori Gallerie, con i dipinti di Stefano come sfondo dei nuovi modelli in concessionario. Da questo rapporto nacque la possibilità di acquistare le opere di Berardino da parte dei proprietari di nuove vetture FCA, con lo slogan “La tua auto è un capolavoro, regalati il suo ritratto“.





La Mirafiori Gallerie rimase fino al 2019 e sarà rampa di lancio per successive collaborazioni con la Casa torinese. I dipinti di Stefano Berardino ritraggono principalmente automobili italiane, in particolare FIAT e Alfa Romeo, un rimando al passato che si amalgama alla carriera professionale. Negli anni Stefano verrà invitato a collaborare per diversi eventi del Gruppo. Un esempio è la presentazione dell’Alfa Romeo Tonale nel giugno 2022, con la creazione di un’inedita cartella di serigrafie in edizione limitata a 100 pezzi. Tra le opere create in queste occasioni, l’artista piemontese pensa a delle piccole cartoline, che appunto ritraggono vetture dei vari eventi. Le piccole FIAT rimangono comunque punto cardine per Stefano, con la 500 spesso presente nelle sue opere. Automobili italiane sì, ma con qualche eccezione visto l’ingresso di marchi stranieri nella famiglia FCA al tempo, come Jeep.



La creatività che crea opportunità
Il rapporto con l’azienda torinese si incrementa nel tempo, anche mediante esposizioni all’estero. L’iniziativa proposta al Motor Village di Mirafiori viene infatti ripresa in altre sedi, tra cui Roma e Londra, dove Stefano ha la possibilità di far conoscere la propria arte. “The art of motors in London“, ad esempio, è la mostra personale inaugurata nel febbraio 2020 presso il Fiat Chrysler Motor Village UK. Il filo conduttore sono sempre le automobili del Gruppo, principalmente FIAT e Alfa Romeo. Da qui nascono le collezioni firmate Stefano Berardino, non soltanto relative ai singoli marchi ma anche a temi particolari o alle Forze dell’Ordine. Le opere decorano vari saloni e aree, tra cui CASA LANCIA a Mirafiori, dove la Ypsilon Cassina è stata affiancata al rispettivo ritratto. Curiosi inoltre i dipinti raffiguranti i mezzi di Carabinieri e Guardia di Finanza.





“Dalla Giulia TI Super alle moderne Quadrifoglio, ogni opera celebra non soltanto la meccanica e il design, ma anche il valore istituzionale di queste vetture nella storia del Paese“. L’aspetto artistico si unisce a quello simbolico. In occasione della Giornata Mondiale dei Carabinieri, Stefano ha donato alla Caserma di Orta San Giulio – Legro un dipinto su tela di juta della Giulia Quadrifoglio Verde in divisa, vettura impiegata principalmente per il trasporto organi. Specifica inoltre la collezione Jeepers, dedicata ai modelli della nota Casa statunitense. E poi la “pop art“, raffigurante automobili insieme a personaggi simpatici, come i Minions a bordo della FIAT 500. Proprio le mostre sono state l’occasione per incontrare diversi volti noti, tra cui Vittorio Sgarbi, Matteo Bobbi, Cristina Chiabotto, Valtteri Bottas, Alessandro Borghese, Carlo Conti e Gerry Scotti.







Stefano Berardino, “Dalla tela alla strada”
Ad arricchire tutto ciò, dal 2022 Stefano ha la possibilità di provare alcuni modelli Stellantis, raccontandone l’esperienza per correlarla all’opera d’arte. Una soluzione alternativa quanto interessante che aumenta la notorietà del ragazzo. Come spiegato durante la chiacchierata nel suo studio e da lui stesso nei video sui social, Stefano descrive il veicolo nella sua identità ma comunque unendolo ai dipinti. Un esempio è l’esperienza con Jeep che, tra gli altri mezzi, ha consentito a Berardino di testare la Wrangler fra le montagne della Valle d’Aosta. La prova è stata poi correlata al dipinto dedicato, creato a mano nell’atelier di Orta San Giulio e formando un’unione particolare. Spesso le opere di Stefano mettono in primo piano il modello, mentre sullo sfondo si hanno logo o stilemi inerenti alla vettura protagonista.


“Dalla tela alla strada“, così si può riassumere anche il test della Giulia QV Super Sport, versione da 520 cv prodotta in soli 175 esemplari, esaminata anche da Azeta Motori. La vettura è stata oggetto di uno dei diversi video che ha visto Stefano Berardino alla guida di automobili. Oltre alle Alfa Romeo, l’artista ortese ha avuto possibilità di approcciarsi con mezzi Jeep, FIAT e Lancia, sempre esponendo il veicolo in un’ottica diversa e correlata ai dipinti. Il progetto nasce dalla collaborazione con Stellantis&You Torino come Marketing Content Creator, da gennaio 2023 a gennaio 2026. Concetto simile per “Dalla cover alla strada“, idea che ha portato al dipinto di una Giulietta rossa del 1956 in occasione della stampa Quattroruote numero 800. La vettura raffigurata non è casuale, bensì la stessa comparsa sulla prima copertina della nota rivista nel febbraio 1956.

Automobili e non solo…
Stefano Berardino è un grande appassionato di motori, in generale. Nei suoi dipinti sono difatti ritratte non soltanto vetture ma talvolta altri mezzi, come la Vespa. La mitica motocicletta Piaggio è raffigurata in varie soluzioni, anch’essa con i Minions a renderla ancor più simpatica. Inoltre, dal 22 ottobre 2022 al 13 gennaio 2023 il Museo Piaggio ha ospitato la mostra “Museo Piaggio. Le Icone del Made in Italy“. Per l’occasione, Stefano ha realizzato una trentina di opere dipinte ad olio o acrilico “in un rigoroso stile grafico che strizza l’occhio alla Pop Art, su uno sfondo materico spesso impreziosito da sabbia e polvere di quarzo“. Il modo in cui lavora Berardino è infatti ricercato, sia nei materiali sia nello stile complessivo dell’opera con riferimenti e dettagli precisi, come ci ha mostrato nel suo studio.







Dalla Vespa alla biciclette: Stefano possiede una Bianchi da strada ed è praticante di Mountain Bike. “#ThatsBikeArt” è lo slogan della collezione dedicata al mondo del ciclismo, con opere che omaggiano storia e imprese di questo sport. Tra i dipinti vi è il tributo alla squadra corse Bianchi-Campagnolo degli anni ’70, frutto della grande passione personale di Berardino per questo marchio. Nel quadro “Ammiraglia Giro d’Italia 1976” l’artista celebra il trionfo di Felice Gimondi, vincitore del Giro di quell’anno, interpretando l’essenza di una stagione memorabile del ciclismo italiano. Da sottolineare anche l’accoglienza nel 2018 al cantiere Riva Yacht di Sarnico, riguardo il quadro della 500 Riva esposto nell’ufficio dell’ingegner Carlo Riva. Altra curiosa passione è l’organo, strumento che Berardino suona dall’età di 5 anni e che ha ripreso nel 2024, impegnandosi nella liturgia domenicale ad Orta San Giulio. Stefano ha anche partecipato ad una puntata di “Case a prima vista”.






[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Ringraziamenti e note
Si ringrazia Stefano Berardino per la possibilità e la cordialità
Fonti informazioni verificate:
- Stefano Berardino in persona
- Immagini senza logo: fonte Stefano Berardino – OrtArte
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