Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport: V6 e 520 cv
La prova su strada e in pista dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport, prodotta in soli 275 esemplari tributo alla Mille Miglia.

Azeta Motori ha avuto la possibilità di guidare un’automobile che, sin dal suo annuncio, è entrata nei cuori degli appassionati. La Giulia, soprattutto in versione Quadrifoglio Verde, rappresenta la rinascita del Biscione, ed effettivamente lo è stata. Dopo la cerimonia nel giugno 2015 al Museo Storico Alfa Romeo di Arese (MI), sono state realizzate diverse versioni della berlina italiana, alcune delle quali in omaggio al passato del marchio. Il 15 maggio 2024, così, viene presentata la versione Quadrifoglio Verde Super Sport per Giulia e Stelvio, limitata a 275 esemplari della berlina e 175 del SUV. Azeta Motori ha provato l’ammiraglia Alfa Romeo, caratterizzata da alcune variazioni estetiche e tecniche, tra cui il Quadrifoglio Verde su sfondo nero e la potenza implementata a 520 cv. Il test è stato svolto in vari contesti stradali ma anche in pista, nel piccolo tracciato del Museo Storico Alfa Romeo: tre giorni intensi ed entusiasmanti.
Una versione che rievoca il glorioso passato
Nel descrivere l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport bisogna iniziare dal nome, chiaro tributo alla storia del marchio milanese. Innanzitutto, come molti sanno, il Quadrifoglio Verde identifica i modelli più sportivi del Biscione, simbolo nato nel 1923 nelle competizioni grazie al pilota Ugo Sivocci. Il quadrifoglio, verde su sfondo bianco diamante, era difatti verniciato a mano sulla carrozzeria delle auto da corsa, come portafortuna. L’icona diventerà presto sinonimo di vittorie che inseriranno il Biscione nell’olimpo del Motorsport. Dalla Targa Florio e la Mille Miglia alle gare su pista, passando ovviamente per la Formula Uno, categoria in cui Alfa Romeo scrive la storia sin dal primo giorno. Parlando della Mille Miglia, il marchio affonda le proprie radici in piloti come Tazio Nuvolari che, negli anni ’20-’30, regalano grandi vittorie anche in altre competizioni.



Il primo successo nella “corsa più bella del mondo” giunge nel 1928 con la 6C 1500 “Super Sport“, guidata da Giuseppe Campari e Giulio Ramponi e progettata da Vittorio Jano. Tra il 31 marzo e il 1° aprile si scrive così una pagina epica di storia, dopo 1621 Km chiusi in 19 ore 14 minuti e 5 secondi alla velocità media di 84,128 Km/h. All’arrivo giungeranno soltanto 40 degli 82 equipaggi partenti, rimarcando la difficoltà della corsa e l’affidabilità della neonata 6C 1500. Quel trionfo non verrà dimenticato e nel 2024 viene presentata l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport che, per la prima volta in più di 100 anni, propone il Quadrifoglio Verde su sfondo nero. Il simbolo, incastonato sempre all’interno di un triangolo, ha subito quindi una reinterpretazione da parte del Centro Stile che, come afferma casa madre, “conferisce ulteriore audacia e solidità all’ iconico stemma“.



Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport, i dettagli della serie
Passando allora al modello protagonista della nostra prova, oltre alla già descritta rivisitazione dello stilema, l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport presenta alcune particolari differenze rispetto alle altre versioni. Iniziamo dalle unità prodotte. Come accennato in apertura, l’allestimento Super Sport è disponibile in soli 275 esemplari, diventando così immediatamente un oggetto da collezione. I poggiatesta anteriori presentano dunque il ricamo rosso del logo, insieme alla finitura nera indicante la sequenza numerica della serie. Rimanendo negli interni, la Super Sport segna il debutto del nuovo carbonio 3D con finitura rossa, davvero particolare anche al tatto. Questa inedita soluzione è adottata sul tunnel centrale, dove permane il Tricolore italiano a ridosso del selettore di marcia, oltre che in alcune zone di cruscotto e pannelli porta interni. I dettagli rossi sono inoltre ripresi su sedili, braccioli e plancia, donando carattere sportivo e richiamando il colore della passione.







Il volante, piatto nella zona inferiore, è rivestito in pelle, insieme all’Alcantara che ricopre le impugnature interne alle razze. Questi materiali ricercati sono uniti a cuciture nere ed inserti in fibra di carbonio. Il Quadrifoglio Verde compare sulla razza centrale del volante, mantenendo però il tipico sfondo bianco, mentre a sinistra si ha il pulsante rosso “Start/Stop engine“. Tutto ciò è ovviamente abbinato alle “palette” (o “paddle” in inglese) in alluminio che comandano il cambio automatico ZF a 8 rapporti. Parlando quindi della propulsione, la berlina italiana monta l’ormai noto 2.9 (2.890 cc) V6 biturbo benzina, di derivazione Ferrari, che muove anche la Stelvio. La variazione principale riguarda la potenza, da 510 cv a 520 della Super Sport, in aggiunta al differenziale autobloccante meccanico. Questa tecnologia deriva dal progetto della versione GTA, migliorando comportamento vettura, motricità, coppia e stabilità, tra gli altri aspetti.





Le finiture esterne dal carattere sportivo
La fibra di carbonio è largamente utilizzata sull’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport. Questo materiale, sinonimo di competizioni, è difatti presente non soltanto negli interni ma anche in diverse componenti esterne, iniziando dalla sagoma a “V” del Trilobo. Il frontale è difatti caratterizzato da uno sguardo aggressivo anche grazie alla fibra di carbonio, di cui è inoltre realizzato lo splitter inferiore mobile che si attiva oltre i 100 km/h. Il materiale lo ritroviamo anche su calotte degli specchietti retrovisori, elementi laterali delle minigonne e nello spoiler posteriore. Tra gli optional della Giulia, poi, la fibra di carbonio può essere a vista sul tetto. A proposito del retrotreno, il lato B è accentuato dagli estrattori d’aria sottoscocca e dai quattro terminali di scarico Akrapovic. Questi, anch’essi con copertura in fibra di carbonio, emettono un suono molto gradevole durante la guida.







I cerchi in lega sportivi da 19’’ (21’’ per Stelvio), bruniti e a 5 fori, si abbinano alle pinze freno nere e alle colorazioni disponibili per la carrozzeria: Rosso Etna tristrato (della vettura in prova), Nero Vulcano metallizzato e Bianco Alfa, quest’ultimo solo per Giulia. Il nero, distintivo della versione, lo ritroviamo anche sulla targhetta posteriore “Giulia“. I dischi freno sono carboceramici, garantendo maggiore performance nelle frenate più impegnative e soprattutto in pista alle elevate temperature. Rimanendo nella tecnologia dei materiali, l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport ripropone l’alluminio per il motore. La fibra di carbonio è invece impiegata anche per albero di trasmissione e cofano, garantendo un’ottima leggerezza (1.735 kg in ordine di marcia). Tornando al frontale, caratteristici sono i proiettori “3+3”, con fari Full-LED Matrix adattivi.







La prova su strada tra montagne, lago e colline
Veniamo al test dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport, snodato in tre giornate e toccando varie località mediante diversi percorsi. Il primo giorno ci ha visto impegnati tra Piemonte e Val d’Aosta, in direzione Cervinia, ai piedi del Monte Cervino. Le salite di montagna sono quindi state il primo banco di prova, mostrando lo spirito sportivo della versione ma anche la comodità di un’auto da viaggio. L’ammiraglia del marchio sa difatti esaltare o ammorbidire il proprio carattere in base alle modalità di guida, date dal noto sistema D.N.A. (Dynamic, Natural, Advaneced Efficiency). Gran parte del viaggio è stato svolto su strade urbane ed extraurbane, utilizzando la modalità Natural: la vettura è docile, confortevole ed abbastanza attenta ai consumi. A ritmi non troppo elevati l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport registra infatti consumi intorno ai 15 km/l, grazie alla disattivazione di una bancata del motore V6.









Discorso diverso su alcuni brevi passi di montagna, dove abbiamo provato Dynamic per apprezzare la spinta del propulsore in salita, incredibile. Il comportamento della vettura cambia, migliorando risposta di guida ed erogazione della potenza, oltre all’irrigidimento delle sospensioni. La frenata è ovviamente ottima ma, come si sa, i dischi carboceramici lavorano meglio all’aumentare della temperatura: più si scaldano più sono efficienti sostanzialmente. Da ammirare i 4.478 m del Cervino, innevato in cima, siamo poi passati al Lago di Como il giorno seguente. Percorrendo un lungo tratto autostradale, la Super Sport ha confermato i consumi anche in questa circostanza e a passeggio intorno al lago. Nel pomeriggio della stessa giornata ci siamo poi diretti al Museo Storico Alfa Romeo, dove il modello è stato “spremuto” nel suo habitat naturale: la pista. Al ritorno da Arese abbiamo ancora percorso l’autostrada, prima dei saliscendi della collina di Torino.







L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport in pista e in Langa
Chiudiamo allora il racconto del nostro “tour” descrivendo le sensazioni provate tra i cordoli, precisamente sul “pistino” del Museo Storico Alfa Romeo. Il breve tracciato, nato principalmente per attività mediatiche, permette di testare i veicoli in due allunghi, qualche curva e due chicane. L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport ha quindi trasmesso impressioni da vera sportiva. Inserendo la modalità Dynamic si è assaporato il suono del V6 e l’accelerazione 0-100 km/h in 3,9 secondi, oltre alla reattività generale del mezzo, la frenata e l’inserimento in curva. Purtroppo non abbiamo potuto provare l’opzione Race, bloccata per le vetture dei test drive stampa su strada, ma Dynamic ha già reso l’idea. In aggiunta alle variazioni descritte precedentemente, questa configurazione accentua il suono dello scarico. Inoltre, al centro del quadro strumenti digitale, a “Cannocchiale” da 12.3″, compare il “mirino” rosso ad indicare lo spostamento di carico.









A proposito, il cockpit di fronte al conducente prevede quattro configurazioni: Evolved, Relax, Heritage, oltre a Race per la versione Super Sport. Il display touchscreen da 8.8″ al centro del cruscotto consente invece di visualizzare diversi dati, tra cui i parametri tecnici riguardanti pressioni e prestazioni generali. Lo schermo comprende inoltre le differenti configurazioni e funzionalità inerenti l’infotainment. L’ultimo giorno di prova con l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport ci ha portati nelle Langhe, zona collinare molto paesaggistica quanto adatta a valutare la distribuzione del peso 50:50 nei tratti misti. Davvero piacevole percorrere tornanti, curve ed allunghi tra i rilievi patrimonio dell’UNESCO. Il nostro “tour” si è così concluso al parco stampa di Torino – Mirafiori, dopo tre giornate con un’opera incredibile. L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde Super Sport rappresenta un baluardo per gli appassionati, risvegliando il cuore e incarnando il vero stile Alfa.









[Autore articolo e prova: Alessio Zanforlin]
Ringraziamenti e note
Si ringraziano Alfa Romeo ed il Museo Alfa Romeo (in particolare Stefano Agazzi, Lorenzo Ardizio ed Alberto Staiz) per la possibilità e la disponibilità, oltre all’amico Walther Sandri per le foto dinamiche.
Fonti informazioni verificate:
- Alfa Romeo Italia, sito ufficiale
- Stellantis Media Website: www.media.stellantis.com
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by azetamotori 17 Aprile 2025
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