Tappa 18 Tour de France 2025, il ritorno del Col de la Loze
Ben O’Connor sigilla la Tappa 18 Tour de France 2025, mentre Tadej Pogačar costruisce la vittoria finale della Grande Boucle su Vingegaard.

La lotta per la Maglia Gialla ha visto nuovamente il duello tra il talento sloveno ed il rivale danese Vingegaard. La nuova generazione di ciclisti ha riacceso da qualche anno la passione per questo sport, tornato ad essere avvincente ed un richiamo per i giovani. L’edizione 2025 del Tour de France si è corsa interamente nel Paese oltralpe, dopo il tributo ai grandi corridori italiani lo scorso anno. Una “Grande Boucle” che ha impegnato anche un discreto contingente italiano, dal quale purtroppo si è subito separato Filippo Ganna in seguito ad una caduta il primo giorno. Rilevante Jonathan Milan, detentore della Maglia Verde a Parigi. Azeta Motori è stata alla Tappa 18, a Courchevel, sulla salita del Col de la Loze. L’ascesa nella regione della Savoia ha aperto il trittico alpino che ha poi portato al gran finale parigino della domenica, dove Pogačar è stato incoronato per la quarta volta.
L’itinerario della Grande Boucle 2025
Ci eravamo lasciati nel 2024 con la partenza del Tour de France per la prima volta in Italia, un inedito omaggio ai ciclisti italiani vincenti nella storia della corsa. La “Grand Départ” aveva reso partecipe tre regioni: il via dalla Toscana, il transito in Emilia-Romagna ed infine il passaggio dal Piemonte. Un evento incredibile che aveva richiamato tantissimi appassionati già dalla partenza a Firenze il 29 giugno, poi sulla salita di San Luca a Bologna e a Torino per l’arrivo della terza tappa. La corsa aveva infine salutato l’Italia il 2 luglio con il via da Pinerolo (TO) e l’arrivo a Valloire, in Francia. L’edizione 2025 si è invece disputata interamente oltralpe, con partenza e arrivo di tappa a Lille il 5 luglio, 184.9 km e 1150 metri di dislivello; il vincitore è il belga Philipsen. Gli appuntamenti complessivi sono 21, concludendo domenica 27 luglio sugli Champs-Élysées, a Parigi.

L’edizione ha toccato gran parte della Francia, cominciando da nord e proseguendo verso ovest, per poi scendere al centro del Paese e dirigersi a sud. La corsa ha attraversato i tipici rilievi collinari francesi, prima della salite sui Pirenei ed ovviamente le Alpi. Da sottolineare il ritorno del Mont Ventoux, con il caratteristico “paesaggio lunare” ad attendere la Tappa 16. La fase finale del Tour de France 2025 è dunque andata in scena sulle montagne al confine con l’Italia, includendo un trittico decisivo per la supremazia nelle rispettive classifiche. Le cronometro in programma, invece, sono state due, entrambe individuali: Caen > Caen (9 luglio, Tappa 5), 33 km per 200 metri di dislivello, e Loudenvielle > Peyragudes (18 luglio, Tappa 13), 650 metri di dislivello spalmati in 10.9 km. Il finale, come accennato, è tornato nella capitale, dopo l’eccezione di Nizza nel 2024 per le Olimpiadi.

Tappa 18 Tour de France 2025: da Vif a Courchevel
E veniamo così a giovedì 24 luglio, giorno in cui Azeta Motori ha assistito alla Tappa 18, partita da Vif e diretta sul Col de la Loze: 5450 metri di dislivello in 171.5 km, un vero “tappone” di montagna come si dice in gergo ciclistico, che ha previsto tre principali ascese. La prima salita al km 62.3 è lunga 21.7 km, portando ai 1924 metri d’altitudine del Col du Glandon, prima di una discesa. Successivamente si risale per 19.2 km, affrontando il Col de la Madeleine, a 2000 metri d’altezza. Dal km 104.6 torna il dislivello negativo in direzione di Notre-Dame-de-Briançon, paesino dove la strada riprende gradualmente a salire verso Courchevel. I 26.4 km di ascesa portano così all’arrivo del Col de la Loze, a 2304m. Le pendenze medie della Tappa 18 Tour de France 2025 sono inferiori al 10% ma ovviamente ogni salita registra picchi massimi in doppia cifra.

Parlando di Courchevel, la cittadina dell’alta Savoia è una celebre località turistica francese, soprattutto d’inverno, come Sestriere per citare una similitudine italiana sul confine. Il percorso che porta in cima al Col de la Loze è immerso nella natura, tra pineti e laghetti a bordo strada. La carreggiata è abbastanza ampia per tutta la salita e non presenta particolari criticità in tal senso. Il tratto finale del passaggio della corsa ha quindi toccato il paesino di Courchevel, a 1734 metri d’altitudine, prima della rampa conclusiva lunga una decina di kilometri verso la vetta del colle. L’ascesa, riasfaltata recentemente, è entrata nella storia moderna del Tour de France, decidendo momenti chiave della corsa e decretando sentenze sull’esito finale. Famoso è ad esempio il crollo fisico di Tadej Pogačar nel 2023, quando lo sloveno ha dovuto definitivamente abbandonare le speranze di indossare la Maglia Gialla a Parigi.







La carovana e il contorno
La Tappa 18 Tour de France 2025 ha radunato moltissimi appassionati, soprattutto in biciletta. Come per le altre occasioni, anche a Courchevel il passaggio della corsa è stato preceduto dalla carovana, nota per la quantità di mezzi bizzarri e gadget regalati. Un’oretta prima dell’arrivo dei corridori (transitati intorno alle 16), la carovana ha intrattenuto il pubblico con musica e appunto oggetti vari lanciati da veicoli molto simpatici. I mezzi, allestiti per conto degli sponsor della corsa, hanno forme curiose e sfilano lungo il percorso della tappa. Al transito della carovana hanno fatto seguito pullman e auto di squadre ed organizzazione. Come il ciclismo vuole, poi, l’attesa dei corridori è ingannata da grigliate ed atre attività improvvisate dagli spettatori, fra cui scritte di incitamento disegnate a terra. Oltre al supporto per i corridori francesi, davvero numerosi anche i danesi per Vingegaard, posizionati all’ingresso di Courchevel con striscioni e bandiere.







Tappa 18 Tour de France 2025, il racconto e le curiosità
Il 24 luglio ha ospitato la tappa regina del Tour 2025. Oltre ai già citati 5450 metri di dislivello, il Col de la Loze rappresenta la cima più alta della Grande Boucle 2025, l’equivalente della Cima Coppi al Giro. A differenza della Corsa Rosa, però, la vetta più alta del Tour non è chiamata con un vero e proprio nome, mentre per la Vuelta a España sì. Parlando di quest’ultima, il punto di maggiore altitudine è definito Cima Fernández, istituito nel 1985 in onore del ciclista spagnolo Alberto Fernández Blanco scomparso nel 1984. Tornando alla Grande Boucle, le vette più alte vengono semplicemente definite “Hors Catégorie“(abbreviato “HC” come indicato nell’altimetria sopra), “fuori categoria“. Ogni edizione include perciò diverse salite HC che rappresentano le ascese maggiormente impegnative e alte del percorso. Nello specifico, i tre colli della Tappa 18 sono tutti definiti HC.









La giornata ha quindi confermato il duello Pogačar-Vingegaard per la vittoria finale. I due si sono marcati a uomo fino a Courchevel ma ad avere il controllo della situazione è stato principalmente lo sloveno, anche grazie alla squadra che lo ha supportato per tutta la salita. Vingegaard non ha mai perso di vista l’avversario, inserendosi anch’esso con alcuni compagni nel gruppo UAE Emirates XRG, distaccato dalla testa della corsa. Il primo a transitare di fronte al cartello dei -10km dall’arrivo è stato infatti Ben O’Connor, in solitaria. L’australiano, pressoché indisturbato, porterà a casa la vittoria sotto un cielo grigio che non grazierà la seconda metà del gruppo. I corridori più arretrati, tra cui i velocisti, hanno difatti scalato il colle sotto la pioggia e con temperature in ribasso. A fine tappa Pogačar conserva il primato in classifica, mantenendo il distacco utile ai tre giorni successivi.

Le classifiche della Grande Boucle 2025
Guardando alle varie graduatorie, rilevante è Jonathan Milan in Maglia Verde che, nonostante il finale di Tour non adatto alla sua stazza, è riuscito a conservare la testa fino a Parigi. Il ragazzo friulano riporta così un primato italiano tra i velocisti della Grande Boucle, dopo Franco Bitossi (1968) ed Alessandro Petacchi (2010); Milan ha preceduto Pogačar e l’eritreo Girmay. Nel dettaglio le quattro Maglie assegnate al Tour sono:
- Maillot Jaune, gialla: vincitore assoluto
- Maillot Vert, verde: miglior velocista in base alla classifica a punti
- Maillot à Pois, a pois: miglior scalatore
- Maillot Blanc, bianca: miglior giovane (under 25) della classifica generale

Una delle curiosità del Tour de France è la classifica dedicata ai team: la miglior squadra è distinguibile in corsa grazie al casco giallo dei propri corridori. Questa particolare graduatoria ha perciò premiato la Visma – Lease a Bike, davanti a UAE Emirates XRG e Red Bull – Bora – Hansgrohe. Interessante anche il premio per la combattività, ottenuto quest’anno dall’irlandese Ben Healy. Gli Champs-Élysées hanno incoronato Pogačar per la classifica generale, davanti a Vingegaard ed il tedesco Lipowitz; lo sloveno primeggia anche tra gli scalatori. Tornando agli italiani, la spedizione francese è stata positiva per Milan come detto, mentre Filippo Ganna si è ritirato nel corso della prima tappa purtroppo. Il piemontese ha dovuto abbandonare la Grande Boucle a causa di una scivolata che gli ha provocato un infortunio. Il prossimo appuntamento con un grande giro è il 23 agosto, con la partenza della Vuelta da Torino.


[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Fonti informazioni verificate:
- Le Tour: www.letour.fr
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by azetamotori 10 Luglio 2025
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