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Heritage Hub, la Collezione che racconta l’automobilismo italiano

Azeta Motori ha visitato Heritage Hub, un luogo unico nel suo genere che descrive mezzi e storie incredibili all’interno di un’ex officina.

Heritage Hub

L’Italia ha alle spalle un glorioso passato automobilistico che, talvolta, si rispecchia ancora nel presente. Il Bel Paese, infatti, è famoso nel mondo non soltanto per i monumenti, la cucina ed i paesaggi meravigliosi ma anche per l’immenso patrimonio tecnico. Già, perché in realtà non si tratta soltanto di automobili, bensì di tutto ciò che riguarda l’artigianato, la meccanica ed il design. In particolare, le auto probabilmente racchiudono ed uniscono al meglio questi tre concetti, rappresentando un’eccellenza mondiale. Heritage Hub, così, è uno di quei luoghi in cui ciò si concretizza e si spiega al meglio, anello di congiunzione tra storia, presente e futuro. Azeta Motori ha avuto possibilità di descrivere questo incredibile spazio, situato nello stabilimento di Mirafiori, quartiere di Torino diventato noto polo produttivo.

Un progetto nato nel 2016

Heritage Hub è un’idea relativamente recente, pensata principalmente per valorizzare il grande patrimonio automobilistico del Gruppo FIAT Classiche, in diversi modi. Nel 2016, dunque, si concretizza un progetto interessante che non riguarda soltanto la creazione di uno spazio in grado di ospitare una Collezione immensa, ma anche restauri e conservazioni dei mezzi. All’interno dell’Officina 81 di Mirafiori, così, nasce Heritag Hub, grazie alla riconversione di un ex polo produttivo a spazio espositivo. In passato, infatti, all’interno dello stabile si producevano componenti meccanici di precisione, mediante macchine utensili. Nel corso dei primi anni, la Collezione era accessibile soltanto mediante eventi occasionali o aziendali, mentre dal 2019 si ha l’apertura al pubblico. La pandemia da Covid19, però, obbliga la chiusura fino ad ottobre 2022, quando si riorganizzano le prime visite guidate. Proprio quel momento rappresenta una grande svolta per Heritage Hub, segnando la rinascita di un luogo magico.

La Collezione Classica di Mirafiori, quindi, si presenta esattamente come l’officina di un tempo, creando un’atmosfera alternativa. L’organizzazione di Heritage Hub, poi, è pensata come un “grande garage“. Nella parte centrale, dunque, si hanno otto aree tematiche, ciascuna delle quali racconta un qualcosa di specifico. Ai lati della struttura, invece, troviamo la Collezione Lancia, a destra, e le Collezioni FIAT – Abarth – Alfa Romeo, a sinistra. Al fondo dello spazio, inoltre, sono esposti diversi motori di altrettanti ambiti oltre a quello automobilistico, come aeronautico e mezzi pesanti. Il tutto, poi, è corredato dai divani originali provenienti dalle palazzine FIAT Mirafiori, insieme alle fotografie che raccontano la storia dello stabilimento torinese. Appena si entra in Heritage Hub, perciò, l’impatto visivo è incredibile, consentendo di avere una panoramica di quasi tutta la Collezione.

Heritage Hub, l’inizio del tour

La visita presso la Collezione parte con le aree tematiche, all’interno delle quali otto vetture sono disposte in ordine cronologico circolare. Come accennato, ciascuna di queste zone identifica un tema specifico, dunque iniziando dalla prima a destra si ha l’area dedicata all’evoluzione delle corse. In “Records and Races“, allora, sono esposte vetture che hanno scritto la storia nelle gare o, appunto, nei record. L’auto più “anziana” di quest’area, ad esempio, è la S61 del 1908, la prima FIAT a trionfare in America, seguita dall’Alfa 12 HP Sport dello stesso anno, la prima Lancia da gara in assoluto. Proseguendo, poi, si ha la D50 del 1955, unica monoposto F1 Lancia nonché ultima auto da corsa guidata da Alberto Ascari, prima del fatale incidente a Monza. Per i record, invece, troviamo le Abarth 1000 e 750, vetture filanti ideate con Pininfarina e Bertone che esprimono l’ossessione di Karl per quest’ambito.

Interessante anche la 1000 Record Classe G, con la quale Karl in persona ottiene il 100° record dello Scorpione. La parentesi Abarth, quindi, ci concretizza al meglio anche di fronte alla Beta Montecarlo Turbo, con cui Lancia ha ottenuto due Titoli Mondiali Endurance nel 1980 e ’81, nella categoria Gruppo 6. Rilevante è come a questo progetto lavorarono in simbiosi Lancia, Abarth, Pininfarina, Dallara e Martini Racing, identificando l’Italia nel motorsport. Ancora parlando del Marchio torinese, troviamo la LC2, modello più recente di questa area tematica. La monoposto del 1983, estrema anch’essa, è l’ultima auto con cui Lancia ha corso in pista, prima di abbandonare l’ambito nel 1986 per dedicarsi “solo” ed esclusivamente ai Rally. La LC2, perciò, rappresenta la collaborazione Lancia – Ferrari – Abarth e la sinergia dei mondi pista – Rally, portando a grandi risultati tecnici e sportivi.

Modelli unici quanto iconici

Proseguendo, la seconda area tematica di Heritage Hub è dedicata a mezzi che sono stati emblematici per diversi motivi, fra cui anche i proprietari che li hanno posseduti. In “Unexpected Concept and Fuoriserie“, dunque, la vettura più antica è la Lancia Astura del 1931, erede della Lambda. A seguire, la Lancia Flaminia Loraymo, pensata esclusivamente per il Signor Reynold, disegnatore della bottiglia della Coca – Cola. E poi due modelli appartenuti ad altrettanti personaggi del Gruppo FIAT, ovvero Karl Abarth e l’Avvocato Agnelli. Rispettivamente, quindi, sono esposte la 2400 Coupé del Signor Abarth, impiegata nei momenti di svago, e la FIAT 130 Familiare. La Panda Rock Moretti, dopo, è anch’essa appartenuta alla famiglia Agnelli ed utilizzata principalmente all’interno delle loro tenute. Prototipo unico, invece, è la Fulvia Concept del 2003, ideata dal celebre Flavio Manzoni.

Le ultime due di questa zona, infine, sono la FIAT Oltre e la 500 Zagato, anch’essi unici due esemplari al mondo. La prima è stata realmente impiegata nel 2006 per le Olimpiadi Invernali di Torino. La seconda è uno studio pensato con Zagato caratterizzato dalla carrozzeria giallo cangiante. La terza area tematica “Archistars“, invece, è dedicata ad otto modelli simbolici per tecnica, stile o popolarità. La prima è la Lancia Lambda, icona per l’introduzione di freni a tamburo anche anteriormente, sospensioni indipendenti e scocca autoportante. Proseguendo, troviamo la 500 “Topolino”, la Lancia Aprilia, la FIAT 600, la Flaminia, la A112 Abarth. Le ultime due, icone famosissime di FIAT, infine, sono la Panda e la Uno. La prima, disegnata da Giorgetto Giugiaro, è ricordata per la forma “squadrata” e la meccanica efficace. La Uno di Heritage Hub, invece, è la versione Selecta, dunque con cambio automatico (e più rara).

Sostenibilità e sicurezza in Heritage Hub, temi già affrontati in passato

Il percorso nella Collezione di Mirafiori continua con due aree tematiche dedicate all’inquinamento globale ed alla sicurezza delle vetture. In merito ad “Eco and Sustainable“, troviamo modelli ideati per ridurre le emissioni a 360°, dunque non soltanto per quanto riguarda la propulsione. Un primo esempio è rappresentato dalla X1/23 del 1972, un prototipo avente motore elettrico e carrozzeria a forma aerodinamica per abbassare i consumi di energia. A seguire, la X1/75 è un altro concept del 1986 sul quale debutta il Common Rail Diesel per la prima volta. La Panda Elettra, invece, è una versione elettrica realmente commercializzata negli anni ’90. Nell’area tematica, inoltre, si ha tutta l’evoluzione che ha dato vita alla FIAT Multipla, partendo dalla Downtown e passando dalla Zic.

Le ultime vetture presenti in “Eco and Sustainable“, infine, sono la Ecobasic del 2000 e la Panda Aria del 2007, pensata con materiali a basso impatto ambientale. Passando a “Small and Safe“, troviamo modelli progettati per migliorare la sicurezza in generale, oltre ad essere correlati alla tecnica. Lancia Augusta ed Ardea sono le più antiche, prima della FIAT City Taxi del 1968, molto simpatica e di colore arancione. E poi gli ESV, Experimental Safety Vehicle progettati da FIAT per studi inerenti la sicurezza tra gli anni ’70 ed ’80, che precedono l’Autobianchi Y10. La Nea, invece, è un concept Lancia del 2000 che anticipa al mondo la tecnologia elettrica complessivamente, non soltanto per la propulsione. Sul prototipo, ad esempio, compare per la prima volta in assoluto lo schermo digitale. Infine, in Heritage Hub è presente la 500 numero 001/500 First Edition, la prima del nuovo corso FIAT dal 2007.

L’evoluzione del design e momenti epici

Ritornando verso l’entrata di Heritage Hub si ha l’area tematica dedicata al cambiamento delle linee nel tempo. Nel dettaglio, in “Style Marks” sono esposti modelli iconici del design mondiale, come la Lancia Artena Cabriolet, l’Aurelia B20 e la B24 Spider. Quest’ultima, ad esempio, è conosciuta da molti per il film “Il sorpasso”, con il suo simbolico Rosso Lancia e la raffinatezza estrema, disegnata da Pininfarina. La D25, invece, è una Lancia Sport Prototipo che avrebbe dovuto competere in gare come Mille Miglia o Carrera Panamericana ma, in seguito alla scomparsa di Ascari, il progetto è abbandonato. La biposto, perciò, nonostante fosse praticamente pronta, non prese mai parte ad alcuna competizione. La Flaminia, poi, è anch’essa un’auto iconica di Lancia. Proseguendo, la Dino Spider racconta la collaborazione FIAT – Ferrari – Pininfarina, creando un modello ancora apprezzato.

Infine, la Lancia Gamma Coupé è concettualmente l’erede di Flavia e Flaminia, nonché vettura equipaggiata con motore quattro cilindri boxer. L’ultima di quest’area tematica è la Barchetta che, negli anni ’90, vuole riportare in auge il concetto sportivo di FIAT. Passando a “Epic Journeys“, notiamo vetture ricordate per vicende o traversate curiose. Dalla FIAT 1100 Monterosa del giro del mondo automobilistico in solitaria, alla Campagnola che ha percorso due volte l’Africa da Algeri a Città del Capo. La 124S Raid, poi, precede la 131 Abarth Diesel, esperimento di FIAT nei Rally. A proposito, troviamo la mitica Lancia Delta HF Integrale che, nel 1988, vinse il Rally Safari in Kenya, con Miki Biasion. Parlando ancora del bicampione Rally italiano, è presente anche la PanDakar del 2007. Infine, le ultime due utilitarie dell’area tematica sono la 500 Overland del 2007 e la Panda Londra – Città del Capo del 2013.

Le imprese nei Rally

Probabilmente una delle zone più attraenti di Heritage Hub riguarda quella dedicata ai Rally, ambito in cui Lancia è diventata leggenda. L’area tematica “The Rally Era“, dunque, racconta sia l’evoluzione di questo sport nel tempo sia quanto è glorioso il trascorso italiano nell’ambito. Tutto ha inizio negli anni ’70, quando Cesare Fiorio vuole riportare in vita il Reparto Corse Lancia, mediante una “piccola” Fulvia. “HF” e l’Elefantino, quindi, compaiono sulla Coupé torinese, dando il via al mito Lancia. Con la Fulvia 1600 HF, infatti, la Casa ottiene il Rally di Montecarlo 1972, rampa di lancio per il primo Titolo Internazionale dello stesso anno. Nei Rally, però, era presente anche FIAT mediante il proprio elaboratore ufficiale Abarth ed il modello 124, sul quale vengono proposte le prese d’aria NACA. La vettura, debuttata anch’essa nel ’72, ottiene due Campionati Europei (’72 e ’75) ed è Vicecampione Mondiale dal ’72 al ’75.

L’area dei Rally, poi, lascia spazio alla Stratos, vettura incedibile con cui Lancia vince tre Titoli Mondiali consecutivi, dal 1974 al 1976, ed uno Piloti con Sandro Munari nel ’77. Il modello avveniristico, disegnato da Marcello Gandini, però, si scontrerà con la 131 Abarth, avente stesso sponsor Alitalia. La berlina di Mirafiori, così, soppianterà la Stratos esaltando il fatto che una vettura familiare potesse vincere anche le gare iridate. Dall’unione delle Squadre Corse Lancia e FIAT, però, resuscita la Casa chivassese con la Delta 037, ultima vettura con trazione posteriore a vincere un Mondiale Rally, nel 1983. La necessità delle quattro ruote motrici in seguito darà vita alla Delta S4, ultimo mostro del Gruppo B, prima del mito Delta Gruppo A ed i 7 Titoli Mondiali. In Heritage Hub, inoltre, è esposta anche la ECV2, veicolo sperimentale dell’88 che non ha mai corso a causa dell’abolizione del Gruppo B.

La Collezione Lancia conservata in Heritage Hub

L’ultima parte di visita nell’Officina 81 ha riguardato le zone esterne alle aree tematiche. Nel dettaglio, parlando della Collezione Lancia, in Heritage Hub si hanno quasi tutti i modelli prodotti, in quanto la Casa torinese ha avuto l’idea di conservare una vettura per modello. Inoltre, Lancia è stata la prima ad avere una Collezione propria, inizialmente al Museo di Borgo San Paolo, a Torino. Dunque, alla destra dell’entrata troviamo le auto disposte a “lisca di pesce” ed in ordine cronologico. La prima è l’Alfa 12 HP di serie da cui deriverà la versione da gara del 1908, proseguendo poi con Dilambda, Aprilia, Aurelia B10 e B15. A seguire, la Appia, prima Lancia con il volante a sinistra, che precede le serie di Flavia, Flaminia, Fulvia, tra cui anche la Sport Zagato. Continuando lungo la Collezione si hanno la Stratos stradale ed una con livrea Pirelli, seguita dalla serie Beta.

La Gamma “sei luci” e la Gamma Berlina, unico modello esistente al mondo, precedono le Delta 037 e S4, entrambe stradali. Leggendaria, poi, tutta la serie di Delta Gruppo A, dalla 4WD alla Integrale. La seconda metà di Collezione Lancia, invece, è dedicata a modelli più stradali, come le versioni di Tema e Dedra, insieme ad altri mezzi speciali. Fra questi spicca il prototipo Trevi Volumex, comunemente chiamato “Bimotore” per la tecnica appunto basata su due propulsori. E poi la Dialogos, concept del 2000 che anticipa la Thesis, prima auto al mondo con i fari posteriori a LED. Interessante anche un mezzo blindato Lancia costruito ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. La Collezione termina con i modelli più recenti, come la serie dei monovolumi e della Y, oltre a Flavia e Delta anni 2000.

Le Collezioni FIAT – Alfa – Abarth

Le ultime vetture che si ammirano in Heritage Hub sono altri modelli particolari, alcuni dei quali visibili soltanto a Mirafiori. Seguendo ancora l’ordine cronologico, dunque, la Collezione FIAT ricalca la storia del Marchio torinese, dalle auto più antiche a quelle recenti. Inoltre, sono anche presenti alcune vetture dell’Avvocato, come la 131 Supermirafiori personale. L’evoluzione di 500 e Giardiniera lascia poi spazio ai mezzi delle Forze dell’Ordine in un’area ad essi dedicata. Svoltando, troviamo l’angolo rivolto allo Scorpione, con la 124 GT, prototipo e progetto poi abbandonato, seguita dalla serie di 500 Abarth. Tra queste spicca la 695 Biposto, vettura pensata con materiali compositi e cambio ad innesti frontali, stile auto Rally o alcune Formula. Molto popolare anche la Uno Turbo Rally e la A112 Abarth 70 HP, insieme alla Punto Evo Abarth, ultima Punto ad essere ideata nella versione dello Scorpione.

Continuando la passeggiata si hanno modelli esclusivi del Biscione, come l’Alfa Romeo SZ numero 000, ovvero la vettura protagonista delle fotografie ufficiali al tempo. Essa precede la 147 GTA e, a sua volta, la serie delle Quadrifoglio Verde con Giulietta, MiTo, 8C, 8C Spider e 4C, quest’ultima in versione pre-serie. Incredibili, poi, gli unici due esemplari al mondo di 4C Quadrifoglio Verde, uno dei quali Spider. Ancora parlando di versioni speciali, in Heritage Hub sono esposte tre Giulia, di cui una GTA ed una GTAm, affiancate alla Stelvio NRing numero 001/108. Questa parte di Collezione si completa con altri mezzi speciali e prototipi, come la Panda Monster Truck e la serie delle Campagnola. All’entrata, infine, si hanno l’Alfa Romeo 182, la 500 Abarth di Karl e la Maserati Alfieri. Il viaggio in Heritage Hub, quindi, ci ha concesso di ammirare auto esclusive e parte della storia italiana.

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Ringraziamenti e note

Azeta Motori ringrazia Heritage Hub per l’opportunità, in particolare Simona, Alessandro e Roberto.

Fonti informazioni verificate:

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