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Ferrari 499P, il Cavallino nella storia del Centenario a Le Mans

La Casa di Maranello torna a primeggiare nella massima categoria del Mondiale Endurance sul tracciato francese, grazie alla Ferrari 499P.

Ferrari 499P
La monoposto #51 vittoriosa in Francia, in azione a Monza.

Partecipare ad una delle gare più celebri ed ambite al mondo è sicuramente un risultato rilevante, ma tornare dopo 50 anni alla 24 Ore di Le Mans e vincere non è da tutti. La Ferrari, quindi, nel 2023 ha segnato un momento epico nella storia del motorsport, riportando il successo che a Maranello mancava dal 1965. La protagonista di questa impresa epica è la 499P, monoposto presentata a novembre 2022 in occasione delle Finali Mondiali Ferrari ad Imola. Così, in quella incredibile domenica di sole, la Rossa si è mostrata per la prima volta ufficialmente al mondo, risvegliando la passione anche per il WEC. Raccontiamo, allora, la tecnica e ciò che orbita attorno alla Ferrari 499P, progetto anche nato in collaborazione con AF Corse di Piacenza.

La Rossa e le gare Endurance, un legame storico

Nel 1950 nasce la Formula Uno, Campionato nel quale Ferrari è da sempre presente, come si sa. Il Circus, spesso giustamente definito “la massima espressione dell’automobilismo“, però, non è l’unica competizione di livello in cui il Cavallino si è cimentato. Contestualizzando, nel 1953 nasce un primordiale Mondiale dedicato alle gare di durata ed alle vetture Sport Prototipo. Fra gli appuntamenti più rinomati, dunque, si hanno la 12 ore di Sebring e le 24 Ore di Le Mans e Spa, insieme alla Mille Miglia e la Carrera Panamericana ad esempio. La partecipazione di diversi marchi a queste competizioni attira anche Ferrari che, proprio nella prima edizione del 1953, trionfa. A quel successo, quindi, seguiranno altre imprese incredibili, fra cui le vittorie a Le Mans. Il 1949 e la 166 MM (sigla che indica la Mille Miglia), in particolare, precedentemente aprono l’era sul tracciato francese.

Così, l’impegno del Cavallino nella gare di durata sfocia in successi e momenti eccezionali, come le sfide con grandi marchi, tra cui Ford e Porsche. Le vittorie a Le Mans, ad esempio, saranno 9 (prima del 2023), ottenute nel 1949 – 1954 – 1958 e proseguendo con la sequenza dal 1960 al 1965. Una storia unica scritta da altrettanti personaggi di rilievo, fra cui Gonzalez, Trintignat, Scarfiotti, Hill e Bandini. E poi le auto, ricordate ancora oggi. Oltre alla già citata 166 MM, tra le Rosse più iconiche spiccano la 250 Testa Rossa e la 250 LM, insieme alla 330 P4 detentrice del Campionato Costruttori 1967. Dunque, questo passato glorioso non poteva essere dimenticato dopo il ritiro avvenuto nel 1973 per concentrare le energie sulla F1. Il 2023, così, rincarna la storia grazie alla Ferrari 499P.

Ferrari 499P, il progetto di rinascita

L’obiettivo del Cavallino di ritornare protagonista nelle gare endurance, quindi, si concretizza in una monoposto tributo al passato ma rivolta al futuro. Il nome, innanzitutto, è unione della cubatura unitaria di ogni singolo cilindri (499 cc) e “P” di “Prototipo“. Il bicolore, invece, è dato dal “Rosso Le Mans” dominante, rappresentativo dell’Italia nelle competizioni internazionali, ed il “Giallo Modena” identificativo della Città emiliana. Ma non solo. Questo studio inerente alla livrea, infatti, è ispirato fortemente alla Ferrari 312 PB, l’ultima vettura a gareggiare nella Classe regina di Le Mans. Proprio il passato, dunque, è stato riportato in auge anche dalle forme della 499P, con linee che ricordano i modelli anni ’60 e ’70. Come descritto dal Design Ferrari, infatti, un’altra fonte di ispirazione è stata la 250 GTO per i tratti stilistici più fluidi. La Ferrari 499P, quindi, vuole subito essere identificata per il proprio carattere, anche futuristico.

A fine 2022, infatti, il Cavallino aveva presentato la propria prima auto Vision Gran Turismo, ideata appunto per il conosciutissimo simulatore di guida giapponese. La Ferrari Vision GT, quindi, ha delineato una prima svolta per Maranello, nonché un anticipo di ciò che poi si è concretizzato sulla 499P. La monoposto di Le Mans, dunque, è frutto della profonda sinergia tra il Centro Stile Ferrari, guidato da Flavio Manzoni, e l’Ingegneria del Cavallino. Ad essi si sono aggiunti altri ambiti aziendali, fra cui Corse Clienti e Lifestyle. Nel dettaglio, l’aerodinamica è alla base del progetto, con una scocca pensata appositamente per massimizzare i flussi ma mantenendo lo stile Ferrari. Come anticipato, perciò, è ben visibile l’armonia tra tratti netti e linee più morbide.

L’aerodinamica studiata accuratamente

Uno dei punto di forza della Ferrari 499P è, indubbiamente, l’efficienza aerodinamica. Andando con ordine, il frontale della monoposto italiana riprende la Vision GT menzionata prima ma anche alcuni modelli di serie, come la Daytona SP3. L’anteriore, quindi, è caratterizzato da un profilo basso e dall’espressività mostrata nei gruppi ottici. Nel dettaglio, questi ultimi sono formati da due tratti laterali disposti in orizzontale ed impiegati come proiettori diurni LED. Nella zona inferiore ad essi, invece, vi sono i classici fari di profondità composti da diversi segmenti, anch’essi LED ovviamente. Il muso della Ferrari 499P, come detto, converge verso il basso donando una linea aerodinamica e fluida. Questo concetto, poi, è accentuato da uno splitter inferiore, utile a convogliare i flussi nella zona sottostante del veicolo.

A ridosso delle ruote frontali, invece, lo studio vede la presenza di differenti cavità, soprattutto nella zona del cofano anteriore e dei passaruota. Proprio questi ultimi sono un tratto stilistico tipico di Ferrari, ottimizzato in questo caso ancora per l’aerodinamica. I passaruota, infatti, sono abbastanza maggiorati al fine di filtrare aria e dirigerla in diverse aree del veicolo, oltre che ridurre la pressione in queste zone. Gli specchietti retrovisori, tra l’altro, spiccano in mezzeria con il “taglio” passaruota, collegati alla scocca mediante sostegno verticale. Questa linea filante e futuristica, proseguendo, si unisce a fiancate con superfici piane e dove si sviluppano le pance. Lo stile descritto è utile anche a raffreddare i radiatori sottoscocca, mediante le cavità inferiori laterali. I flussi, inoltre, si dirigono verso l’abitacolo chiuso e filante verso il posteriore, anch’esso ideato con scopo aerodinamico ovviamente.

Ferrari 499P, la “coda”

Scorrendo verso il retrotreno, la monoposto di Maranello denota un’unione tra abitacolo e lato B mediante la vistosa “pinna” superiore. Questa, infatti, è fornita della presa d’aria multipla, utile al raffreddamento del propulsore, insieme ad alcuni deviatori di flusso. Essi sono anche presenti sul tetto abitacolo e sulla calotta degli specchietti retrovisori, pensati per generare miglior scorrimento dell’aria. Tornando al retrotreno, la Ferrari 499P mostra una “coda” formata da una doppia ala orizzontale che si unisce alla “pinna” del cofano motore. Gli elementi descritti, poi, sono correlati alle paratie laterali, aventi diverse aperture, ed ad alcune bandelle superiori. Ciò che caratterizza il retrotreno, inoltre, è la linea luminosa sottile che scorre lungo tutta la porzione inferiore, supportata anche da un sostegno semiverticale centrale.

La “light bar” è un tratto stilistico deciso e minimalista, come lo definisce Ferrari stessa. Questa striscia LED, quindi, è unita ad altri elementi luminosi, disposti in verticale sull’ala, che si attivano ad esempio in frenata o rallentamento. Il tutto, come si nota dalle immagini, è racchiuso nella monoscocca in fibra di carbonio, scavata in alcune aree. Oltre a quelle già citate, infatti, la Ferrari 499P presenta zone concave a ridosso dei due scarichi, posizionati uno per lato, dove la forma dell’abitacolo converge definitivamente verso il retrotreno. Inoltre, anche le ruote posteriori sono a vista, grazie alle ampie aperture dei passaruota. Analizzando il lato B della Ferrari 499P, quindi, si nota come siano incredibili le proporzioni e le geometrie, ad esempio l’ala in linea con gli specchietti retrovisori. Nella zona inferiore del posteriore, poi, si ha un diffusore anch’esso di forma ricercata, ad “arco” rivolto verso l’alto.

L’unità motrice, il cuore pulsante

Come molti forse sapranno, la Ferrari 499P adotta la propulsione ibrida, tecnologia già presente dal 2014 in Formula Uno ed, in seguito, sulle vetture di serie. La monoposto del WEC, quindi, monta due unità separate ma che lavorano in maniera congiunta, erogando complessivamente 952 cv. Andando con ordine, la componente termica ICE (Internal Combustion Engine) sviluppa 500 kW (680 cv) limitati per regolamento. Questa tipologia deriva dai propulsori V6 biturbo stradali, caratteristica molto importante. La Ferrari 499P, infatti, riprende sia alcuni concetti stradali sia diverse peculiarità sviluppate precedentemente nelle categorie “inferiori” delle gare endurance. L’architettura del motore, quindi, è fortemente ispirata a quella della 296 GT3 ma profondamente rivista e preparata per una Hypercar. Un primo esempio di questo studio è dato dall’alleggerimento del propulsore, oltre all’impiego strutturale. Il V6 della Ferrari 499P, infatti, ha anche funzione portante, a differenza delle vetture GT dove esso è montato sul telaio.

Riprendendo l’esperienza della F1, passiamo alla seconda unità motrice. La 499P, dunque, adotta l’ERS, Energy Recovery System, ovvero un motore elettrico autoalimentato grazie alla ricarica della batteria in frenata e decelerazione. Questa tecnologia, inoltre, è dotata di differenziale. Il pacco batterie da 800 Volt, invece, è frutto in parte delle competenze apprese in F1, come detto, ma anch’esso progettato per un impiego specifico. L’unità elettrica, quindi, sviluppa 200 kW (272 cv) ed è posizionata sull’asse anteriore della vettura. Il V6, invece, è alloggiato centrale – posteriore. Le due componenti, perciò, lavorano in sinergia anche grazie al cambio sequenziale a sette rapporti.

Ferrari 499P, lo stile unito alle corse

Nei paragrafi precedenti si è raccontato come ci sia un incredibile connubio tra design e tecnica, elemento rimarcato in altri aspetti. Riguardo la meccanica della Ferrari 499P, ad esempio, le sospensioni presentano una geometria “push rod“, ovvero a triangoli sovrapposti. Questa peculiarità, perciò, conferisce maggiore rigidezza riflessa in migliorie alle alte velocità ed in percorrenza di curva. Tornando un attimo all’unità motrice, poi, essa è strettamente correlata all’impianto frenante “brake-by-wire“. Il sistema, infatti, oltre a ricaricare le batterie, consente un’ottimizzazione di precisione e risposta dell’assale anteriore. Tutto ciò, ancora una volta, avviene grazie ad uno studio specifico per le gare endurance. La trazione? Definibile integrale, in quanto il motore termico lavora sull’asse posteriore, mentre l’elettrico anche sull’anteriore sopra una certa velocità.

Tornando a parlare dello stile, invece, come accennato prima la principale colorazione della carrozzeria è “Rosso Le Mans“, stesso tono della vettura F1 contemporanea. L’unica differenza, però, è nella tipologia lucida, adottata sulla Ferrari 499P al fine di garantire una migliore resa nelle fasi notturne delle gare endurance. La monoposto del Circus, invece, è opaca. Come accade per tanti altri modello del Marchio emiliano, poi, il Tricolore italiano si denota ad esempio anteriormente sulla mezzeria dello splitter. Lievi differenze estetiche, invece, si hanno tra le due vetture. La #50, infatti, sul parabrezza presenta la scritta “Ferrari” nera su sfondo giallo, mentre la #51 adotta il nome in bianco su fondo nero. Lo stesso stile, infine, è stato riportato anche sulle tute di piloti e meccanici, simbolo di un tutt’uno con la vettura.

Il 2023 e la vittoria a Le Mans

Dopo le Finali Mondiali di Imola 2022 l’attesa è finita il 17 marzo 2023, quando il Mondiale Endurance ha vissuto il primo appuntamento a Sebring. La stagione, dunque, è iniziata con la conosciuta 1000 Miglia in Florida, dove la Ferrari 499P #50 ottiene il podio al debutto. Molina, Fuoco e Nielsen, così, riportano il Cavallino protagonista nel WEC, dopo la già prima grandiosa Pole Position dell’italiano. Il calendario 2023 composto da sette gare, poi, prosegue ad aprile con la 6 Ore di Portimao, prima, e la 6 Ore di Spa – Francorchamps, poi. In Portogallo, quindi, è ancora la Toyota Gazoo Racing a primeggiare, ma questa volta con Hartley – Buemi – Hirakawa. Subito dietro si piazza nuovamente la Rossa #50, seguita da una delle Porsche Penske. In Belgio, invece, la Toyota si conferma con una doppietta ma la Ferrari 499P #51 agguanta il primo podio stagionale dell’equipaggio Giovinazzi – Pier Guidi – Calado.

Dopo i primi tre appuntamenti, dunque, il Mondiale Endurance approda a Le Mans, dove è in programma la blasonata 24 Ore il 10 e l’11 giugno. L’edizione del 2023 è all’attenzione di tutti, in quanto ricorre il Centenario dalla nascita della gara. Nel fine settimana francese, quindi, Ferrari e Toyota sono le due principali protagoniste, con il Cavallino che ottiene una storica Pole Position grazie ad Antonio Fuoco. La #50, così, parte davanti a tutti e, durante le 24 ore, anche la #51 subentra per la vittoria. Alla fine, le 15 della domenica decreteranno Giovinazzi – Pier Guidi – Calado vincitori dell’edizione Centenaria, dopo uno “spavento” nell’ultima ora di gara. La Ferrari 499P con alla guida Alessandro Pier Guidi, infatti, accusa un problema nella ripartenza dopo il pit stop. Il pilota di Tortona, quindi, con grande freddezza riavvia la vettura, portandola poi alla vittoria.

Ferrari 499P, il finale di stagione

Dopo il trionfo in Francia, il Cavallino corre la propria gara di casa, la 6 Ore di Monza, il 9 luglio. In Italia, dunque, si ripete il duello con Toyota che, alla fine, vedrà primeggiare la squadra giapponese. La prima delle due Ferrari 499P, però, è la #50 di Nielsen – Fuoco – Molina al secondo posto, seguita da una delle Peugeot. Il fine settimana del 10 settembre, invece, si corre l’appuntamento casalingo per Toyota, ovvero la 6 Ore del Fuji. Ai piedi del rinomato Monte giapponese, quindi, la Toyota si laurea Campione del Mondo Costruttori, con una doppietta in gara. Le Ferrari 499P, invece, saranno al 4° posto (#50) ed al 5° (#51). In seguito, l’ultimo appuntamento stagionale è la 8 Ore del Bahrain il 4 novembre, dove il Cavallino si gioca il Titolo Piloti con Toyota.

I due equipaggi della Rossa, quindi, lottano con la coppia di monoposto nipponiche ma, dopo un’intensa gara, alla fine saranno i piloti Toyota a primeggiare. La stagione della Ferrari 499P comunque sia è stata grandiosa. Infatti, oltre alla storica ed iconica vittoria alla 24 Ore di Le Mans nell’anno del Centenario e del ritorno nel WEC, la Rossa ha concluso il Campionato con piazzamenti interessanti. Nel dettaglio, la vettura #51 ha chiuso al 4° posto nella Classifica Piloti con 114 punti, una vittoria (Le Mans appunto) ed un 3° posto (Spa). La 499P #50, invece, è terza nel Mondiale Piloti grazie a 120 punti, due secondi posti (Portimao e Monza) ed altrettanti terzi (Sebring e Bahrain). L’equipaggio Nielsen – Fuoco – Molina, inoltre, come descritto ha ottenuto la Hyperpole di Le Mans. La Ferrari, perciò, chiude seconda nella Classifica Costruttori, in un 2023 storico per il trionfo sul Circuit de la Sarthe.

Ferrari 499P le mans 2023 af corse
Il logo della 24 Ore cucito sulle divise.

N.B.: le fotografie presenti all’interno di questo articolo non sono in vendita, come accade per tutti gli altri scatti degli altrettanti contenuti pubblicati nel sito web. Le foto, infatti, sono a scopo puramente descrittivo. Questo non significa, però, che le immagini siano ad utilizzo pubblico. Nel caso si vogliano utilizzare / richiedere contenuti di proprietà Azeta Motori, quindi, si deve procedere con specifica richiesta scritta agli indirizzi indicati nella sezione “Contatti”. Tuttavia, non è detto che la domanda venga accolta.

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Fonti informazioni verificate:

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