Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde, la belva rimasta in gabbia
Azeta Motori racconta il progetto dell’Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde, la versione più performante delle “piccola supercar” italiana.

La rinascita del Quadrifoglio Verde sulle vetture del Biscione è avvenuta principalmente grazie alla Giulia nel 2015, un momento storico che ha riacceso la passione e l’amore di appassionati e non solo. Quel rilancio ha poi fatto da spartiacque anche ad altri modelli Alfa Romeo, fra cui successivamente Stelvio, se pur il simbolo era già comparso precedentemente su Giulietta e MiTo. In quel periodo, però, a Torino Mirafiori si lavorava anche su una versione pepata dalla 4C, modello a cui tanti sono legati. La “piccola supercar“, difatti, incarna già di sé lo spirito del Biscione, quindi una versione Quadrifoglio Verde avrebbe creato fortissimo interesse. In realtà, all’insaputa di molti, quello studio si è concretizzato in due vetture di cui una Spider, attualmente conservate nella Collezione di Heritage HUB. Azeta Motori ha avuto l’esclusiva possibilità di raccontare storia, tecnica ed aneddoti riguardanti questi due pezzi unici al mondo.
Una biposto dal DNA sportivo
Prima di descrivere la versione più performante bisogna partire dalla storia che riguarda il modello in generale. L’Alfa Romeo 4C viene presentata prima in forma di concept nel 2011, poi al pubblico nel 2013 in rete come anteprima del Salone dell’Auto di Ginevra, dove sarà esposta fisicamente. L’idea era di riportare un modello veramente sportivo con il marchio del Biscione, un qualcosa che quindi riprendesse il passato della Casa. Il nome, ad esempio, richiama il motore: 4 cilindri (abbreviato “4C” appunto) in linea turbo benzina, 241 cavalli e 1742 cc, cubatura definita commercialmente “1750“. Questo numero è infatti tributo a gloriosi risultati sportivi, rimandando tra le altre imprese alla 6C 1750 con la quale Nuvolari vinse la Mille Miglia nel 1930. Passando alle dimensioni, esse sono quelle di una “piccola supercar“, rievocando ancora il DNA Alfa Romeo con la trazione posteriore e il propulsore centrale.



Prodotta dal 2013 al 2020 nello stabilimento Maserati di Modena, la 4C diventa negli anni un mezzo “instant classic“, proprio per i valori che incarna. La prima serie è denominata “Launch edition“, prevedendo 500 esemplari numerati acquistabili soltanto prima della vendita ufficiale. Questa versione era caratterizzata da soli due colori disponibili per la carrozzeria: bianco Carrara (opaco) ed il celebre rosso Alfa. La variante Launch Edition è anche identificabile da alcune migliorie: parti in carbonio, due piccole prese d’aria posizionate sui passaruota anteriori, targhetta interna. Nel 2015 arriva invece la versione Spider della 4C, presentata inizialmente l’anno precedente in forma prototipale ancora al Salone di Ginevra. Le differenti sfaccettature della coupé italiana sono preludio di un qualcosa che a Torino stava nascendo nel 2015, fortemente voluto dal compianto Sergio Marchionne: il rilancio di Alfa nelle competizioni, insieme al ritorno del mitico Quadrifoglio Verde.



Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde, l’idea
Il clima innovativo che si respirava nel Gruppo FIAT in quegli anni era molto forte. La nuova dirigenza credeva con convinzione che l’Italia e i suoi marchi dovessero rinascere, anche mediante il motorsport. Marchionne, in particolare, stava lavorando concretamente sul brand Alfa Romeo, proponendo progetti e modelli che ribadissero la vocazione del Biscione. Un primo passo, avvenuto già nel 2010, è stato la riproposta del famoso Quadrifoglio Verde, simbolo portafortuna di Alfa Romeo nelle competizioni. Il modello introduttivo di questa rinascita è la MiTo, sulla quale è montato il propulsore MultiAir da 170 CV in aggiunta all’allestimento sportivo. Seguiranno poi Giulietta, 8C e, nel 2015, Giulia, probabilmente vera capostipite per le prestazioni. Di mezzo, però, vi è la 4C Quadrifoglio Verde, un progetto “mai nato” ma molto concreto. Nell’agosto di quell’anno, infatti, a Mirafiori alberga l’idea di creare una versione più spinta anche della due posti, progetto assolutamente interessante.



Mentre molti erano in pausa estiva, a Torino c’era chi lavorava intensamente sulla scia della Giulia Quadrifoglio Verde, presentata il 24 giugno 2015 ad Arese. Parlando allora della Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde, la base di partenza era ovviamente la versione nota a tutti ma le variazioni non sono poche, innanzitutto la potenza. Il propulsore 1750 da 241 cv avrebbe dovuto raggiungere i 300 cv difatti, valore che però non ha mai trovato certezza. Il progetto, ancora in parte non definitivo, era in fase sperimentale, quindi i 300 cv erano un obbiettivo al quale i tecnici ambivano. Questo incremento di potenza ha di conseguenza portato ad altre migliorie e differenze. Il radiatore, disposto in posizione frontale, è inclinato, permettendo il deflusso dell’aria calda sulla parte superiore del cofano anteriore, aumentando l’efficienza ed avere un migliore bilanciamento aerodinamico. Interessanti anche le accentuate prese d’aria sui passaruota anteriori, ora direzionate verso l’alto.





Il design correlato alla tecnica
Analizziamo allora lo stile della 4C Quadrifoglio Verde, caratterizzato da una linea molto corsaiola anche grazie alle varie componenti estetiche. Sul frontale, oltre allo storico Trilobo Alfa Romeo, si hanno i “baffi” più accentuati, posizionati nell’area bassa del paraurti. In questa zona, inoltre, vi è una lama centrale in fibra di carbonio, materiale largamente utilizzato sulla versione Quadrifoglio Verde. Lo studio aerodinamico spicca anche mediante i convogliatori che hanno il compito di direzionare i flussi nella parte bassa del veicolo. Le appendici aerodinamiche presenti sulla 4C Quadrifoglio Verde hanno lo scopo in generale di migliorare l’efficienza ed incrementare il carico. Lateralmente, poi, nella zona del brancardo troviamo minigonne ed ulteriori lame, utili a convogliare l’aria nelle prese inferiori. Altri due sfoghi (uno per lato) li troviamo a ridosso delle portiere, ampliati per ottimizzare il raffreddamento motore.





Il lavoro aerodinamico anteriore è strettamente correlato al retrotreno, dove troviamo un estrattore inferiore. A proposito, il lato B della 4C Quadrifoglio Verde è stato accorciato rispetto al posteriore della serie classica, implementando dunque anche agilità e reattività nella guida. Al centro del diffusore sono collocati i due terminali di scarico, mentre la coda della vettura prevede l’aggiunta di una vistosa ala anch’essa in fibra di carbonio. La 4C Quadrifoglio Verde ha quindi complessivamente ricevuto un notevole carico aerodinamico insieme alla riduzione del peso. Quest’ultima è data anche dal tetto e le calotte degli specchietti in carbonio. Interessante inoltre la forma dei cerchi ricavati dal pieno, proposti in due opzioni. La prima, adottata sulla versione coupé, prevede un design più tecnico, improntato quindi sull’efficienza generica. La seconda scelta, presentata sulla versione Spider, è invece maggiormente orientata sullo stile, definibile “floreale” nonché tipica di Alfa Romeo.










Gli interni della Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde
Il carattere grintoso della versione sportiva si percepisce anche dentro l’abitacolo, contraddistinto principalmente dal bicolore e finiture in fibra di carbonio. Stilisticamente non cambia molto rispetto alla serie normale, se non appunto alcuni dettagli, fra cui le cuciture lungo cruscotto e portiere. Curati anche i materiali, con l’Alcantara che si unisce all’identità sportiva degli interni. A proposito, il volante è “piatto” nella zona inferiore per agevolare la guida e la seduta, concetto già visto sulla 4C classica. Lo stilema Alfa Romeo compare sui poggiatesta dei sedili, mentre le coperture in fibra di carbonio si hanno su cockpit, bocchette dell’areazione, battitacco e pavimento. Quest’ultimo è anche formato da una parte in alluminio a ridosso della pedaliera. Semplici i pannelli porta interni, privi di comandi proprio come le auto sportive. I pochi pulsanti li troviamo perciò sul tunnel centrale, compreso il sistema D.N.A. (Dynamic, Normal, Advanced Efficiency).









La variante Spider di un progetto utile per il futuro
La principale protagonista dell’articolo è la versione coupé ma, come in parte accennato, contemporaneamente era stata pensata anche la Spider. Questa tipologia non presenta grandi differenze rispetto alla 4C Quadrifoglio Verde chiusa, se non il tettuccio removibile ed alcuni tratti stilistici. Esattamente come proposto sulla serie normale, anche in questo caso si ha uno stile diverso dei proiettori anteriori, mentre quelli posteriori sono uguali. In particolare, sulla coupé spicca il design “stellato” composto da segmenti circolari, mentre sulla Spider si ha un faro più classico. Altra principale differenza riguarda i colori scelti per l’ipotetica presentazione, sia esterni che interni: la carrozzeria della coupé è rossa, rispetto al bianco della Spider. Quest’ultima ha poi cuciture interne verdi, diverse dalle rosse della sorella. Entrambe hanno inoltre la copertura del motore in fibra di carbonio. I cerchi, già descritti prima, sono uno degli elementi che verranno ripresi in futuro.







Ricollegandoci alla storia della 4C Quadrifoglio Verde infatti, il progetto non ha avuto un seguito effettivo ma molti spunti li ritroveremo su altri modelli successivi. Proprio lo studio e il design dei cerchi ricavati dal pieno verranno presentati sulla Giulia Quadrifoglio Verde, modello mostrato al pubblico al Salone di Francoforte 2015 (dopo la prima presentazione ad Arese come detto). L’ammiraglia Alfa Romeo ha traslato queste soluzioni anche successivamente su Stelvio, Tonale e le altre vetture. Gli interni invece verranno riadattati a diversi modelli del Gruppo, fra cui la Maserati MC20. Il progetto dell’Alfa Romeo 4C Quadrifoglio Verde ha proposto quindi soluzioni tecnologiche e stilistiche rilevanti, in linea con i tipici canoni del Biscione. Gli unici due esemplari esistenti (entrambi marcianti al tempo, ora soltanto la coupé) sono attualmente conservati nella Collezione aziendale di Heritage HUB, a Torino Mirafiori.





[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Ringraziamenti e note
Si ringraziano Heritage Hub, Alessandro Maccolini – Centro Stile e Stefano Agazzi – Alfa Romeo Classiche. Per scattare le relative fotografie alle vetture è stata chiesta autorizzazione a Heritage Hub, Collezione proprietaria dei modelli protagonisti.
Fonti informazioni verificate:
- Heritage Hub: www.fcaheritage.com
- Stellantis: www.media.stellantis.com
- Alessandro Maccolini in persona
- Stefano Agazzi in persona
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by azetamotori 18 Settembre 2023
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