Gran Premio del Portogallo 1985, l’Estoril incorona Ayrton Senna
Il 21 aprile è una data che segna la prima vittoria in F1 della leggenda brasiliana, giunta sotto la pioggia del Gran Premio del Portogallo 1985.

Tutti ricordano le grandi gesta di Ayrton “Senna” da Silva, mito della Formula Uno e probabilmente del motorsport in generale. Il talento brasiliano è stato infatti una figura emblematica quanto importante di questo mondo, oltre che per varie generazioni. Ayrton Senna è definibile un’icona nel tempo, per sempre, un po’ come Valentino Rossi per il motociclismo o Marco Pantani per il ciclismo, uomini indissolubili. Ayrton era un personaggio che, come molti affermano, aveva un carattere forte, sempre molto diretto. Ciò che però accumuna tutti è il talento alla guida, indiscutibile, emerso prima nel corso del GP di Montecarlo 1984 sulla Toleman e poi con la Lotus l’anno seguente. Il Gran Premio del Portogallo 1985 nessuno lo dimentica e nel 2025 ricorrono i 40 anni da quel successo insperato, colto sotto il diluvio dell’Estoril. Azeta Motori ha quindi voluto ripercorrere quel 21 aprile indelebile e ciò che ha portato ad esso.
Dalla Toleman alla Lotus
Per arrivare a quel Gran Premio del Portogallo 1985 è probabilmente giusto iniziare da ciò che c’è stato prima, un 1984 movimentato e per certi aspetti “discusso”. Senza dilungarci troppo sulla storia del pilota carioca, raccontata approfonditamente in “Ayrton Senna Forever”, la mostra dedicata al campione brasiliano“, partiamo dal 1984, stagione di debutto per Senna. Il ragazzo di San Paolo approda in F1 dalla Formule propedeutiche, dove aveva già mostrato il proprio valore. In particolare, la Formula 3 Britannica è stata la vera rampa di lancio per Ayrton verso la massima categoria, grazie a risultati rilevanti che hanno attirato l’attenzione del Circus. Fra i più interessati vi è Ted Toleman, proprietario dell’omonimo team inglese, che credeva fortemente nel ragazzo. Il contesto è animato, in quanto Ayrton era corteggiato anche da Williams, McLaren e Brabham. Già nel 1983 il giovane aveva svolto vari test su vetture F1, tutti molto allettanti.



Nel 1984, però, Senna accoglierà la proposta della Toleman, secondo lui adatta per approdare nel Circus senza grandi pressioni di un top team. La TG184 non è granché competitiva ma al GP di Monaco accade l’impensabile. Dopo le qualifiche chiuse sull’asciutto al 13° posto, Ayrton recupera la domenica sul bagnato, conducendo addirittura il GP. La vittoria sfuma per una bandiera rossa al giro 31: Senna chiude 2°, alle spalle di Prost, poiché le posizioni finali valevoli erano riferite al giro precedente. Il ragazzo sceglierà poi la Lotus nella stagione 1985, dopo aver concluso il rapporto con la Toleman a fine 1984, non senza qualche strascico. Quando Ted venne a sapere dell’accordo tra Senna e Lotus appieda il brasiliano per una gara, il GP di Monza. Terminato regolarmente il Campionato con la Toleman, il passaggio alla Lotus sarà fondamentale per la carriera di Ayrton, portandolo ai vertici della F1.

Gran Premio del Portogallo 1985, la gara della consacrazione
La stagione 1985 si apre il 7 aprile in Brasile, a Rio de Janeiro, con Senna che chiude al 4° posto. Il giovane si presenta da subito competitivo e il secondo appuntamento del Mondiale conferma il talento: GP del Portogallo, Estoril, 21 aprile 1985. Un giorno passato alla storia, sancendo il primo successo ufficiale di Ayrton Senna in Formula Uno. Dopo quella controversa gara monegasca dell’84, l’Estoril diventa il momento in cui Senna entra davvero nell’olimpo. Ripercorrendo il weekend, le prove libere del venerdì si disputano sotto la pioggia, condizioni che esaltano Ayrton davanti a tutti, esito confermato poi anche sull’asciutto il sabato. Le qualifiche si chiudono quindi con la prima Pole Position in carriera del brasiliano, mentre il compagno di squadra Elio De Angelis è quarto, anch’esso competitivo giungendo dal terzo posto in Brasile.



La gara della domenica si disputa sul bagnato, con una forte pioggia che si abbatte sul tracciato portoghese già prima del via. Senna ha un buon avvio, difendendosi da Alain Prost (2°) partito non bene e superato anche da De Angelis. Il GP si corre in condizioni al limite, tant’è che numerosi piloti sono costretti al ritiro, compreso Prost dopo un tentativo di sorpasso nei confronti della Lotus dell’italiano. Ayrton invece procede, se pur tutti i piloti provano a convincere la Direzione a sospendere la gara. Il GP si concluderà così al 67° giro, due in meno rispetto ai previsti, con la prima vittoria di Senna in carriera che completa anche il Grand Chelem: Pole, vittoria, giro veloce e testa della corsa dall’inizio. Un risultato che proietterà Ayrton ad altri due successi stagionali: GP di San Marino ad Imola (5 maggio) e GP degli USA a Detroit (23 giugno).



La pioggia e Ayrton
La grande sensibilità ed attitudine di Senna sul bagnato derivano da molto lontano, dai tempi dei kart precisamente. In quegli anni Ayrton muove i primi passi nel motorsport, come tutti i ragazzini che sognano la F1 e non solo, ossessionato dalla meticolosità. La differenza di Senna rispetto ad altri piloti è spesso stato l’approccio mai banale o scontato in ogni dettaglio, compresa la preparazione fisica. Ayrton è probabilmente il primo pilota a pensare che una giusta forma atletica possa migliorare le prestazioni alla guida, e aveva ragione. Ma tornando al bagnato, negli anni sui kart Ayrton si trovava spesso in difficoltà in questa condizione, dunque intraprende una scelta curiosa dopo una gara nella quale era stato doppiato e “deriso” dal vincitore. Il brasiliano decide di allenarsi maggiormente nelle situazioni di bagnato, spesso andando in pista proprio sotto la pioggia, affinando la sensibilità con volante e pedali.

La motivazione di Senna (o, per meglio dire, Ayrton da Silva in quegli anni ancora) era molto forte, caratteristica che verrà premiata in futuro. Da quei momenti sui kartodromi bagnati Ayrton acquisisce un’affinità incredibile nella guida che farà la differenza. E così torniamo a quel GP di Monaco 1984 sotto il diluvio, quasi vinto se non fosse stato per l’incidente al giro 31, oppure il 21 aprile 1985. Negli anni in F1 il talento di San Paolo è soprannominato “Il mago della pioggia“, appellativo spesso rimarcato e confermato. Ovviamente il maggior controllo della vettura su fondo scivoloso consente di sviluppare una migliore tecnica di guida generale, tant’è che anche sull’asciutto Senna regala emozioni. Il rapporto con il Principato di Monaco, poi, è un altro elemento caratteristico di Ayrton: Pole, vittorie e giri incredibili, dalla Toleman alla McLaren passando per la Lotus.



Gran Premio del Portogallo 1985, la Lotus 97-T/2 Reanult
Concludiamo il racconto accennando alla vettura che nella stagione 1985 ha portato Ayrton Senna alle vittorie prima citate. Innanzitutto i più appassionati ricordano che Lotus, insieme a Ferrari, è stata la prima casa automobilistica ad introdurre appendici aerodinamiche in F1. Uno studio che si ha dagli anni ’70, prima con i grandi alettoni posteriori e poi con vari elementi anche anteriori. L’evoluzione ha portato il team britannico ad accentuare queste proposte negli anni ’80 e la Lotus 97-T/2 Reanult ne è l’esempio. In quel decennio le monoposto F1 sono caratterizzate dall’effetto suolo, dunque l’aria “schiaccia” la vettura a terra soprattutto grazie alle “pance” laterali. Lotus introduce anche alcuni interessanti deviatori di flusso anteriori, nella zona delle sospensioni. Al retrotreno, invece, a ridosso delle ruote si hanno altri elementi utili al carico aerodinamico, rilevanti se pensiamo agli anni ’80.



Il posteriore ha poi ovviamente una grande ala. Essa è però identificata in un unico elemento, a differenza ad esempio della Toleman TG184 che invece aveva una sorta di “doppio alettone” molto curioso. Passando al motore, la Lotus 97-T/2 Reanult monta un propulsore V6 turbo dell’omonima Casa francese progettato in collaborazione con Gordini. Quest’ultima è nota nel motorsport per altri impegni, tra cui i Rally. L’introduzione del motore turbocompresso in F1 (e non solo) è da attribuire a Renault già nel 1977, al GP di Gran Bretagna, poi adottato da diversi costruttori nel decennio seguente. Bisogna specificare che il regolamento consentiva due tipologie di propulsori ma con cilindrate differenti: fino a 3500 cc per l’aspirato, massimo 1500 per il turbo. Passando infine all’aspetto sportivo, nel Campionato 1985 la 97-T Reanult ottenne con Senna e De Angelis 3 vittorie, 8 Pole e 3 giri veloci in gara.



[Autori articolo: Alessio Zanforlin]
Fonti informazioni verificate:
- Museo dell’Automobile di Torino: www.museoauto.com
- Formula 1: www.formula1.com
Segui Azeta Motori sui social!
E potrebbe interessarti anche…
“Ayrton Senna Forever”, la mostra dedicata al campione brasiliano

Il Museo dell’Automobile di Torino ha voluto omaggiare Ayrton Senna in occasione del trentennale dalla perdita del pilota brasiliano, avvenuta il 1° maggio 1994. La mostra “Ayrton Senna Forever”, inaugurata il 23 aprile e conclusa il 3 novembre proprio in concomitanza con il GP del Brasile, ha ripercorso le tappe principali per la carriera e la vita di Ayrton. Dalle monoposto F1 a caschi ed indumenti vari, passando… continua a leggere
by azetamotori 21 Novembre 2024
Categorie