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Milano-Torino 2026, Thomas Pidcock brilla nei 150 anni della corsa

La Basilica di Superga incorona il corridore britannico nella Milano-Torino 2026, dopo 174 km e 1600 metri di dislivello, con partenza da Rho.

Milano-Torino 2026

La nota Basilica che osserva il capoluogo piemontese è la cornice finale della Milano-Torino 2026, corsa che quest’anno ha festeggiato il 150° anniversario. Disputatasi per la prima volta nel 1876, la “MITO” si propone ormai come antipasto dalla Milano-Sanremo, la Classicissima di primavera che segue tradizionalmente al sabato. L’edizione 2026 non è stata da meno, affermandosi palcoscenico richiamante diversi ciclisti di spessore. Tra questi, Primož Roglič e Thomas Pidcock i due grandi favoriti, con l’inglese ad alzare le braccia dopo la rampa finale verso Superga. Il corridore della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team ha poi partecipato anche alla Milano-Sanremo, giocandosi la vittoria con Pogačar al fotofinish di Via Roma. Azeta Motori ha seguito la corsa nella fase conclusiva, apprezzando i due passaggi sulla collina torinese.

Storia di un “MITO”

Per arrivare all’edizione 107 della Milano-Torino partiamo dal 1876, primo anno in cui venne organizzata la manifestazione che unisce i due capoluoghi regionali. In quella occasione presero via otto partecipanti, ma soltanto in quattro conclusero la gara, dopo 10 ore e 9 minuti. Le biciclette di fine 1800 erano primordiali, dunque il viaggio fu davvero epocale quanto “avveniristico” per l’epoca. La gara fu ripresa vent’anni dopo, per poi corrersi annualmente dal 1913, ad eccezione degli anni venti. La competizione non si disputò nuovamente tra il 2008 ed il 2011, mentre nel 2000 la manifestazione fu oscurata dall’alluvione di due giorni prima, decretandone l’annullamento. La Milano-Torino è tornata quindi definitivamente in vita a partire dal 2012, quando venne ricollocata a marzo, come è attualmente. Nel corso della storia la corsa è stata inserita in diverse stagioni dell’anno, alternandosi periodicamente tra marzo e fine settembre o ottobre.

Toret fontana Torino
Il Toret, simbolo di Torino.

Interessante il momento in cui la gara si svolgeva in autunno dopo il Mondiale di ciclismo su strada, attirando così il Campione con la relativa maglia iridata, dando risalto alla Milano-Torino. Curioso inoltre che soltanto due nomi sono riusciti a vincere la Classica indossando la maglia più prestigiosa: Gianni Bugno e Laurent Jalabert. Plurivincitore della corsa è invece Costante Girardendo, con 5 affermazioni. Il percorso simile a quello moderno si ha con la gestione di Vincenzo Torriani tra il 1960 ed il 1989, mentre l’arrivo a Superga è introdotto dal 2010. Dopo diverse edizioni in cui la Milano-Torino è giunta in Provincia, nel 2025 la gara è tornata nel capoluogo, concludendo davanti alla Basilica. Nel 2026 l’arrivo in salita è stato replicato, riprendendo così il periodo 2010-2020 in cui Superga era diventata simbolo della corsa. Come anticipato, la Milano-Torino è oramai tradizionalmente a marzo, ricalcando le orme delle prime edizioni.

Milano-Torino 2026

Milano-Torino 2026, il percorso

Veniamo allora ad oggi, momento in cui la competizione ha riacquisito splendore anche grazie alla settimana che porta alla Milano-Sanremo. In generale, il percorso moderno è pianeggiante nella prima parte, proseguendo sui rilievi collinari del Monferrato che portano così al capoluogo piemontese o alle zone limitrofe. Parlando propriamente della Milano-Torino 2026, l’itinerario ha previsto 174 km per 1600 metri di dislivello, affrontando due volte l’ascesa di Superga nel finale. Con ordine, la gara è partita da Rho, alle porte di Milano, dirigendosi verso Novara, Vercelli e Trino, percorrendo le colline del Monferrato. Il “picco” di questa fase si ha a Brozolo, chilometro 133.6, che porta a 315 metri d’altezza. Da qui il percorso prosegue in direzione Torino – Corso Casale, agganciando la salita per la Basilica da Sassi. La scalata culmina ai 616 metri del bivio di Superga, dove nel primo passaggio i corridori proseguono dritto.

Milano-Torino 2026
La planimetria. Fonte: milanotorino.com
Milano-Torino 2026
L’altimetria. Fonte: milanotorino.com

La corsa scende infatti verso Rivodora e Sambuy, prima di risalire ancora da Sassi. Esplosivo quindi il finale di gara che riporta al bivio ma in direzione Superga, con uno strappo finale di 600 metri che può dilazionare un eventuale arrivo in gruppo. La pendenza media della salita oscilla sul 9.1%, fino ad un massimo del 14% a circa 2.5 km dall’arrivo. La rampa conclusiva segna invece una pendenza media dell’8.7%, portando così alla piazza di fronte alla Basilica. Lo strappo non è rettilineo ma curvilineo verso destra, soprattutto nei 50 metri terminali. Da non sottovalutare anche la discesa successiva al primo passaggio dal bivio, impegnativa e con zone d’ombra potenzialmente insidiose per umidità e quant’altro. Un percorso disegnato per offrire spettacolo e incertezza nel risultato finale insomma.

Milano-Torino 2026
Altimetria del finale. Fonte: milanotorino.com

Un ventaglio di nomi interessanti

I corridori al via in questa edizione dei 150 anni sono stati 145, parte di 21 squadre suddivise in 9 formazioni UCI WorldTour, 10 ProTeam e 2 Continental. Tra i top riders spiccano Derek Gee, Tobias Johannessen, Michael Storer e il nostro Giulio Pellizzari, oltre ai già citati Primož Roglič e Thomas Pidcock. Assente Isaac Del Toro, re della scorsa edizione nonché grande protagonista del Giro d’Italia 2025. Il messicano della UAE Team Emirates è stato infatti prescelto nel 2026 per Strade Bianche, Tirreno-Adriatico (vincitore) e Milano-Sanremo, fedele scudiero di Tadej Pogačar nella caccia al primo successo della Classica Monumento. Parlando dei tanti italiani partenti alla Milano-Torino 2026, insieme a Pellizzari compaiono ad esempio Jacopo Mosca, Luca Covili, Manuele Tarozzi, Filippo Turconi, Edoardo Zamperini, Alessandro Verre, Matteo Fabbro, Andrea Pietrobon, Alberto Bettiol (vincitore nel 2024), Diego Ulissi e Davide Ballerini. Alcuni di questi nomi li troviamo anche ai grandi giri.

L’esito della Milano-Torino 2026

Passando alla componente sportiva, la Milano-Torino 2026 ha decretato il vincitore proprio nel finale, come in parte si poteva immaginare vista la conformazione dell’itinerario. Dopo una scrematura nel corso del primo passaggio al bivio di Superga con Roglič in testa, avvenuto intorno alle 15.15, la seconda ascesa ha mescolato le carte. Il drappello di una decina di corridori al comando ha infatti scalato in gruppo la salita, attendendo i 600 metri conclusivi per scattare. A rompere gli indugi intorno alle 15.45 è stato quindi Thomas Pidcock alla svolta per Superga, scavalcando e staccando tutti nella rampa finale. Il britannico ha osservato gli avversari prima di sferrare il colpo, guadagnando margine nella distanza conclusiva che porta alla Basilica. Thomas Pidcock si aggiudica così la Milano-Torino 2026, indossando la maglia della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team. Il corridore del neonato team elvetico ha chiuso la gara in 3:48:45.

Con un distacco di 4 secondi troviamo Tobias Halland Johannessen (Uno-X-Mobility) e, a 5 secondi, Primož Roglič (Red Bull-Bora-Hansgrohe). Quarto Giulio Pellizzari, risultato che conferma il percorso di crescita. A chiudere la top 5 della Milano-Torino 2026 è Cian Uijtdebroeks, belga della Movistar Team, accusando 13 secondi dal primo. Pidcock porta così a casa una bella vittoria, costruita e cercata, nella corsa più antica al mondo, ottimo per presentarsi il sabato successivo alla Milano-Sanremo. Nella Classicissima, Thomas sarà secondo per un soffio, battuto da Pogačar, rimontante dopo una caduta. Il Piemonte ha dunque ospitato nuovamente il grande ciclismo, in attesa delle tappe del Giro d’Italia 2026 a maggio e il Gran Piemonte ad ottobre, anticipo del Lombardia.

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Fonti informazioni verificate:

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