“I Nemici del Drake”, Ferrari e scuderie inglesi in mostra al MAUTO
Il Museo dell’Automobile di Torino valorizza la Formula 1 storica con “I Nemici del Drake”, esposizione temporanea da aprile ad ottobre 2026.

Sulla scia di “Ayrton Senna Forever” del 2024, nel capoluogo piemontese torna un’imperdibile rassegna dedicata alle monoposto Formula Uno che hanno scritto pagine del passato, dal 2 aprile all’11 ottobre. A differenza della mostra sul pilota brasiliano, dedicata al singolo personaggio, “I Nemici del Drake” è un’esibizione che vuole raccontare i periodi ruggenti della massima serie automobilistica, dagli anni ’50 fino ai ’90. In particolare, la kermesse torinese mette al centro le scuderie inglesi che hanno sfidato la Ferrari, da sempre riferimento nella categoria. Al MAUTO si sono così radunate 23 vetture di noti marchi come Lotus, McLaren, Williams, Brabham, Tyrrell e appunto modelli del Cavallino. Monoposto ma anche motori, caschi, tute e istantanee che narrano il glorioso passato di questo sport, valorizzando anche i protagonisti dietro le quinte, tra cui i fotografi. Azeta Motori ha allora visitato la mostra, curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli.
Un percorso espositivo da Ferrari a Ferrari, per circa 30 anni
Conclusa la Seconda Guerra Mondiale, il Motorsport torna in vita grazie alle tante competizioni che gradualmente prendono forma, di ogni genere. La volontà di “omogenizzare” le gare su pista a ruote scoperte porta alla creazione della Formula Uno nel 1950, un anno dopo il Motomondiale. La prima gara si svolge a Silverstone, dove sappiamo splende l’Italia grazie a Giuseppe “Nino” Farina, detto “Pinin“, e le Alfette 158. I primi quattro anni del neonato campionato sono segnati da marchi italiani. Il Biscione, protagonista nel 1950-’51, cede infatti il testimone a Ferrari, con le vittorie iridate di Ascari nel 1952-’53 sulla 500 F2. L’altra faccia della Formula Uno è principalmente formata dai costruttori inglesi che, sul finire del decennio, iniziano a farsi notare. La mostra “I Nemici del Drake” risalta proprio le rivalità sportive tra Ferrari e le scuderie britanniche che, soprattutto negli anni Sessanta-Ottanta, sfidano la Rossa.









L’allestimento organizzato al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino racconta quindi la nascita dei tanti team inglesi che hanno segnato decenni di storia e rivalità. Il viaggio nell’esposizione inizia giustamente da Ferrari, con la 246/256 del 1960, ultima monoposto ad aver vinto un Mondiale con motore anteriore (Dino V6), grazie a Mike Hawthorn nel 1958. La vettura, impiegata dal 1958 al 1960 in varie versioni, è inoltre la prima Ferrari ad adottare i freni a disco. Da qui la mostra prosegue in maniera circolare, narrando i decenni che hanno segnato il Circus con mezzi e tecnologie incredibili. Dagli anni Sessanta si transita ai Settanta, per poi terminare la kermesse con il decennio degli Ottanta. La vettura che chiude “I Nemici del Drake” è la Ferrari 640 (F1-89), monoposto 1989 affidata alla coppia Nigel Mansell-Gerhard Berger nella squadra diretta da Cesare Fiorio.







“I Nemici del Drake”: i “garagisti” inglesi diventano riferimenti
Dall’ingresso, la mostra porta ai modelli inglesi degli anni ’60, aprendo con le due Cooper T51 e T81-Maserati, quest’ultima con propulsore italiano, insieme alla Brabham BT24. In quegli anni si ha infatti la nascita di tanti “garagisiti” britannici che collaborano con vari “motoristi”. Oltre al Tridente, l’altro celebre esempio è Ford-Cosworth, binomio che ha segnato diverse ere della Formula 1. Bello inoltre notare la diversità di colori nelle vetture, adattate alle livree degli sponsor che variano le tonalità nazionali. A proposito, presente in mostra anche la Brabham BT45 in veste “Martini Rosso” del Museo di Arese, avente motore V12 180° Alfa Romeo. Tutti i pezzi presenti in mostra sono difatti di collezioni esterne o privati, mentre le vetture proprietà del MAUTO sono le Ferrari 246/256 e 156. Quest’ultima chiude l’era anni ’60 in esposizione, aprendo ai Settanta segnati dall’avvento dell’aerodinamica.













La Formula Uno, sinonimo di tecnologia
Lotus è stata pioniera nella ricerca e nell’introduzione di appendici per agevolare i flussi d’aria, proposte in Formula 1 nei primi anni ’70 insieme a Ferrari. “I Nemici del Drake” racconta come il marchio inglese si sia distinto per questo, oltre alla celebre livrea John Player Special. Le Lotus 72, 56B e 88B esprimono al meglio gli sforzi del costruttore, in particolare per l’estremizzazione dell’effetto suolo anni ’80. La 88B fu infatti soltanto un veicolo sperimentale, in quanto le soluzioni introdotte vennero respinte dalla FIA. A seguire, il percorso introduce un altro grande nome, McLaren, con l’altrettanto nota colorazione Marlboro sulle M23 e MP4/5. Quest’ultima ha segnato il massiccio avvento della fibra di carbonio in F1, materiale già proposto nei primi anni ’80 e ottimizzato nella produzione di telaio e monoscocca in carbonio e kevlar.
















La McLaren M23 è invece conosciuta principalmente per la rivalità tra James Hunt e Niki Lauda a metà anni ’70, vettura con motore Cosworth e caratterizzata dalla grande presa d’aria sopra il cofano. L’airscope così tanto pronunciata identificherà molti modelli degli anni Settanta, anche di Shadow e Tyrrell. Proprio Tyrrell è passata alla storia per la monoposto a 6 ruote, 4 davanti e 2 dietro, alternativa assolutamente sperimentale a cui però March fece seguito. La mostra “I Nemici del Drake” rappresenta allora quel curioso momento tecnologico con la March 2-4-0, anch’essa a 6 ruote. Rispetto alla Tyrrell P34 si hanno 4 ruote dietro e 2 davanti, soluzione poi abbandonata; da questi esperimenti la FIA decreterà che le monoposto debbano avere solo 4 ruote. La parte finale dell’esposizione si concentra su Williams, Arrows e la Theodore, team di Hong Kong ma con sede nel Regno Unito e legato ai motori Ford-Cosworth.
“I Nemici del Drake”, la Mini Morris e il motore DFV
Le 23 vetture presenti nella rassegna torinese sono tutti modelli Formula 1, tranne una. In mostra è infatti stata inserita una Mini Morris che racconta come l’Inghilterra abbia creato un’icona non soltanto per la mobilità quotidiana. La piccola britannica venne impiegata in diversi campionati e altrettante tipologie di competizioni, spaziando dalla pista ai Rally grazie alla propria versatilità. Vettura che portò a grandi soddisfazioni, ad esempio le vittorie al Rally di Montecarlo nelle edizioni 1964-’65-’67. Un’altra grande innovazione britannica è il motore Ford Cosworth DFV (Double Four Valve), progettato nel 1967 da Keith Duckworth e Mike Costin su richiesta di Colin Chapman. Uno dei propulsori più prestazionali nella storia della F1, V8 aspirato 3 litri che ha debuttato sulla Lotus 49, inserito in mostra. Macchine ma anche personaggi che “I Nemici del Drake” valorizza mediante oggetti o fotografie.







Gli uomini dietro le macchine
Oltre alle vetture troviamo 28 caschi e 4 tute, impiegati realmente da grandi piloti. Alcuni esempi sono Ronnie Peterson, Mario Andretti, James Hunt, Vittorio Brambilla, Jody Scheckter, Elio De Angelis, Andrea De Adamich. Le tute esposte riguardano invece Jim Clark nel 1965, Jackie Stewart e Vittorio Brambilla nel 1972 e Riccardo Patrese nel 1978. Interessante inoltre la mostra fotografica di momenti catturati da Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei più grandi fotografi della Formula Uno. 34 istantanee che narrano epoche eroiche e attimi unici, raccontando questo sport a 360° quando ancora non c’era grande attività mediatica. Le fotografie accentuano anche l’attenzione su inquadrature e luci, per questo motivo “RWS” è ritenuto un maestro a riguardo. Al MAUTO è stata allora disposta un’area dove passeggiare tra le gigantografie in bianco e nero.















A completare la mostra “I Nemici del Drake” si hanno immagini e copertine di film correlati alla F1 o al Motorsport, tra i quali “Le Mans ’66 – La grande sfida” e “Rush”. Queste recenti opere hollywoodiane hanno raccontato due tra le più grandi rivalità nelle relative discipline, con Ferrari come denominatore comune. “Le Mans ’66 – La grande sfida” narra la lotta tra il Cavallino e Ford, le principali contendenti alla vittoria della celebre 24 Ore francese, periodo in cui Ferrari primeggiava. “Rush” invece rimanda al duello Lauda-Hunt, la Rossa contro McLaren, sfida degli anni ’70. A chiudere il percorso della mostra è la F1-89, come anticipato. La monoposto Ferrari fu rivoluzionaria per l’introduzione del cambio semiautomatico sequenziale azionato con levette a volante, tecnologia che segnerà per sempre la F1 (e non solo). “I Nemici del Drake” prevede infine eventi collaterali, come i Talk (gratuiti) con protagonisti di quell’era.









[Autore articolo: Alessio Zanforlin]
Ringraziamenti e note
Si ringrazia il Museo Nazionale dell’Automobile per la disponibilità.
Fonti informazioni verificate:
- Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: www.museoauto.com
- Ferrari: www.ferrari.com
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21 novembre 2024
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