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Abarth 75° anniversario, il tributo di Heritage Hub allo Scorpione

La Collezione di Mirafiori festeggia l’Abarth 75° anniversario con una mostra temporanea, dedicata a storia, tecnica e design del Marchio.

Abarth 75° anniversario

Il trascorso italiano nel motorsport è segnato da mezzi e uomini che ancora oggi sono ricordati per le grandi imprese. Dalla pista ai Rally, infatti, il nostro Paese si è spesso distinto per vittorie e piazzamenti di livello, oltre che per tecnica e stile alternativi. Un esempio di questo prezioso patrimonio è Abarth, fondata il 31 marzo 1949 da Karl Abarth insieme al pilota Guido Scagliarini, sulla base delle corse e delle performance ad alto livello. La leggenda, quindi, non poteva essere dimenticata, per questo motivo Heritage Hub ha organizzato una mostra temporanea dal 12 aprile al 7 luglio 2024. In occasione del 75° anniversario di Abarth, infatti, si sono riunite le vetture della Collezione permanente a mezzi di collezionisti privati, per un complessivo di 12 auto esclusive aggiuntive. Azeta Motori ha visitato l’esposizione, raccontandone la grande bellezza ed i mezzi in mostra.

31 marzo 1949, nasce l’Abarth & C.

Prima di descrivere l’omaggio all’importante anniversario dello Scorpione, bisogna giustamente accennare alla storia del Marchio italiano. Tutto inizia nel 1948, quando il pilota emiliano Guido Scagliarini conosce Karl Abarth mediante il mondo delle gare. Karl, infatti, vuole Scagliarini nella Scuderia Carlo Dusio, reparto corse della Cisitalia, scelta che si rivelerà vincente per il Campionato Italiano 1948. La crisi della Cisitalia, però, porterà Karl e Guido a valutare altre possibilità, così il 31 marzo 1949 a Bologna viene fondata la Abarth & C., Scuderia basata fortemente sulle corse automobilistiche. I due ideatori scelgono un simbolo che li accumuna, ovvero lo scorpione, in quanto entrambi erano nati sotto lo stesso segno zodiacale. Questo, poi, verrà inserito all’interno di uno scudetto giallo e rosso, colori non casuali. Il giallo, infatti, ricorda Merano, città italiana che ha ospitato la famiglia Abarth proveniente dall’Austria. Il rosso, invece, è il colore ufficiale dell’Italia nelle competizioni internazionali.

Proprio la crisi della Cisitalia sarà fondamentale per la creazione dell’azienda dello Scorpione. Nel 1951, infatti, Dusio cede la casa automobilistica italiana a Karl, il quale trasferisce l’Abarth negli ex stabilimenti Cisitalia, a Torino dunque. Il capoluogo piemontese, così, diventa la nuova casa dello Scorpione, anche grazie alla successiva e conosciuta sede di Corso Marche, dal 1957. Proprio, qui, infatti, Abarth e Scagliarini avranno l’intuizione di affiancare le corse alla produzione di componenti speciali per l’elaborazione di auto stradali. Come tutti sanno, perciò, diventeranno famosissime le marmitte Abarth insieme ai relativi kit di elaborazione, consegnati all’interno delle cassette in legno. Seguiranno, poi, i tantissimi record di velocità e resistenza ottenuti negli anni, soprattutto sulla Parabolica di Monza. Tra gli anni ’50 e ’60 il rapporto con FIAT è sempre più stretto, tant’è che nel 1971 l’Abarth è acquisita dall’azienda torinese, diventandone il Reparto Corse ufficiale.

Abarth 75° anniversario, l’esposizione

Fin dagli albori, lo Scorpione è diventato per tutti sinonimo di sportività e record, un qualcosa rimasto nel tempo. Come descritto sopra, infatti, Abarth è riuscita a trasmettere l’esperienza e le sensazioni provate in pista anche sulle vetture di serie. Per questo motivo, la mostra temporanea “Abarth 75° anniversario” organizzata presso Heritage Hub, ripercorre la storia del Marchio sia nelle corse sia per i modelli stradali. Nel dettaglio, le 12 vetture esposte sono per la maggior parte di collezionisti privati, tranne alcune, come la prima 500 Abarth della storia. Questa vettura, infatti, è parte della Collezione permanente ed è la 500 Abarth preparata da Karl, con la quale ha ottenuto 6 record di velocità e durata sul circuito di Monza nel 1958. Le auto, disposte in fila all’ingresso di Heritage, spiegano al meglio i concetti delle Scorpione.

Percorrendo l’esposizione, quindi, dopo la prima 500 Abarth si prosegue con altri modelli iconici, fra cui la 850 TC (Turismo Competizione) Nurburgring. Presentata nel febbraio 1961, la 850 è probabilmente una delle Abarth più iconiche, in quanto adatta sia per la quotidianità sia per la pista. Il nome del modello, come spesso accadeva per altri dello Scorpione, deriva dalla cilindrata del motore che, in questo caso, arriva fino a 847 cc. Il numero 850, inoltre, venne ripreso per il prezzo della vettura, ovvero 850.000 lire, offrendo anche per la prima volta la garanzia vettura. E poi la A112 Abarth 58 HP del 1972, presente in Heritage con un raro allestimento monocromatico, caratterizzato anche dai due loghi Autobianchi ed Abarth affiancati. Gli stemmi esagonali riportati sulle fiancate, infatti, sono simbolo del lavoro sinergico svolto dai due Marchi. A proposito, nella Collezione permanente è presente anche la terza serie della A112 Abarth.

Lo Scorpione tra Rally e vetture stradali

Parlando dei mezzi più sportivi firmati Abarth, non si può non partire dai Rally. Lo Scorpione con quest’ambito ha un rapporto molto speciale, vincente e particolare, soprattutto grazie alla stretta collaborazione con FIAT. Abarth, infatti, negli anni ha preparato le più grandi auto Rally della Casa torinese, fra cui la 124. Nel 1972, ad esempio, debutta la versione Rally della celebre spider torinese che, in quell’anno, si aggiudica il Titolo Europeo, portando l’Italia ai vertici insieme alla Lancia Fulvia. E poi la 131. Il conosciuto modello di serie, al fine di poter partecipare al Mondiale, venne prodotto in 400 unità stradali sportive, definite Abarth Rally appunto. L’esemplare color blu esposto in Heritage, dunque, presenta portiere alleggerite in vetroresina, oltre a roll bar interni e sedili sportivi. La 131, così, è ancora oggi ricordata per i successi e le mitiche livree, fra cui Olio FIAT ed Alitalia.

Questa storia incredibile non poteva essere dimenticata e, nel 2016, Abarth si riaffaccia ai Rally mediante la nuova 124, riprendendo la livrea della vettura Campione d’Europa 1972. Quel giallo e rosso sgargianti distintivi dello Scorpione, perciò, vengono presentati al Salone dell’Auto di Ginevra su un modello che ha il compito di resuscitare la sportività del Marchio. Il progetto si concretizza con il debutto al Rally di Sardegna 2016 e segna un interessante ritorno di Abarth nel palcoscenico mondiale. Si pensa anche ad un trofeo monomarca, come era ai tempi della A112 ad esempio. La 124 Rally, infatti, si proponeva come auto utile sia per migliorare la tecnologia di serie sia per trasmettere le sensazioni sportive ai clienti. Il motore, quindi, è un bialbero turbo 1750 cc da 300 cv. Nello stesso periodo, tra l’altro, Abarth aveva valutato anche l’impiego della 124 in pista con una versione GT4, conservata in Heritage.

Abarth 75° anniversario, le auto da pista

Proprio i cordoli sono stati un’altra parte del passato dello Scorpione, come racconta la FIAT Formula Italia esposta in Heritage. Questa monoposto, codice di progetto SE 025, nasce nel 1972 per consentire ai giovani piloti di approcciarsi alle vetture Formula mediante un mezzo che ha componenti derivanti dalle vetture di serie, per questo motivo più economico. Ad esempio, il motore da 115 cv è di origine FIAT 1600 cc della 124 Sport Coupé, accoppiato ad un cambio manuale della Lancia Fulvia HF 1600. Anche i cerchi anteriori sono recuperati dalla 124 Spider Abarth, mentre i posteriori sono da 14″ e della FIAT Dino. 450 kg e 200 km/h di velocità massima rendono la monoposto molto allettante, tant’è che verrà organizzato l’omonimo Campionato monomarca di 6 gare.

Il rapporto dello Scorpione con la pista, quindi, rivive nel 2014 grazie alla Formula 4 Abarth. La vettura, infatti, rispecchia la volontà di Abarth nel valorizzare e far crescere nuovi talenti, in questo caso della pista. In quell’anno la FIA istituisce il Campionato Italiano Formula 4 per permettere ai giovani piloti di fare esperienza sulle monoposto. Già all’età di 15 anni, infatti, i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi in una competizione con condizioni di assoluta parità tecnica, garantita, ad esempio, dalla rotazione dei motori tra le vetture. Anche il format è pensato appositamente per seguire al meglio i giovani piloti mediante tutor, oltre alle gare svolte su tracciati rilevanti non soltanto italiani. Il telaio della F4 è prodotto dalla Tatuus.

Il ritorno della 1000 SP

Il passato dello Scorpione si unisce al presente anche grazie al lavoro di Heritage Hub. In occasione della mostra “Abarth 75° anniversario”, infatti, è stata esposta la Abarth Classiche 1000 SP, progetto del 2021 nato proprio dal lavoro del team di Heritage. Nel dettaglio, il modello riprende la mitica FIAT Abarth 1000 SP del 1966, riportandola in auge grazie a soli 5 esemplari. La vettura, in realtà, sarebbe dovuta nascere al posto della 4C ma alla fine si opterà per commercializzarla con il marchio Alfa Romeo. Meccanica, motore e telaio, quindi, sono gli stessi della sportiva di Arese ma il design riprende quello originale del 2009, in versione spider tra l’altro. Il logo Abarth Classiche è riportato in diverse zone del veicolo tra cui cerchi e sedili, a rimarcare il forte legame di questo modello con il passato. La 1000 SP momentaneamente presente in Heritage è la numero 1.

Nel 2024, il team Classiche ha presentato anche la versione coupé della vettura, ancora in 5 esemplari. La FIAT Abarth 1000 SP (Sport Prototipo) del 1966, invece, è la biposto ideata a Torino con codice di progetto SE04 e prodotta in 50 esemplari, sviluppata per la categoria Sport Gruppo 6 e destinata a privati. La sportività, dunque, è ancora una volta esaltata mediante un motore bialbero 982 cc derivante dalla FIAT 600 ed in grado di erogare 105 cv. Abarth decide di adottare il propulsore descritto sia per mantenere il rapporto con FIAT, sia per l’affidabilità già comprovata. L’altro aspetto molto interessante, poi, è il peso di 480 kg grazie alla carrozzeria in vetroresina, con forma aerodinamica inoltre. La velocità massima, quindi, è di 220 km/h.

Abarth 75° anniversario, spazio anche alle auto moderne

L’esposizione temporanea in Heritage Hub ha dato possibilità di ammirare da vicino anche alcune vetture più recenti dello Scorpione. Un primo esempio è la 695 Rivale, nata nel 2017 dal lavoro di Abarth insieme a Riva, celebre azienda costruttrice di barche. La vettura, prodotta in 175 esemplari cabrio ed altrettanti hatchback, segna l’unione di due grandi marchi italiani, protagonisti ciascuno dei propri ambiti. Karl Abarth, infatti, ha segnato il mondo delle auto, Carlo Riva quello delle barche. La strada ed il mare, così, si sono uniti in un modello che adotta diverse peculiarità derivanti dagli yatch. Le rifiniture interne in legno e la linea di galleggiamento delle barche disegnata sulla carrozzeria si distinguono insieme alla targhetta personalizzata e numerata. Questa, a proposito, è fissata con le stesse viti impiegate sulle imbarcazioni, donando alla 695 Rivale una doppia natura elegante e sportiva.

Parlando ancora di edizioni limitate, la mostra ha segnato il debutto anche della Abarth 695 75th Anniversario, omaggio allo Scorpione. La serie, infatti, è numerata a 1368 unità, a riprendere la cilindrata del motore 1.4 T-Jet, oltre ad avere alcuni dettagli estetici interessanti. Sulla fiancata, a ridosso del posteriore, ad esempio, spiccano due pistoni incrociati a ricordare i 75 anni del Marchio. Anche i sedili presentano schienali esclusivi con cuciture color oro in armonia con gli elementi esterni, fra cui i cerchi. Infine, in Heritage è anche esposta temporaneamente la versione elettrica della 500 Abarth, in questo caso color azzurro che potrebbe ricordare la 131 Abarth. “Abarth 75° anniversario”, dunque, ha permesso agli appassionati di rivivere le emozioni dello Scorpione, insieme ai mezzi della Collezione permanente, come le serie Delta, la LC2 e le FIAT Rally in parte menzionate. Auguri allo Scorpione allora!

[Autore articolo: Alessio Zanforlin]

Ringraziamenti e note

Azeta Motori ringrazia Heritage Hub per l’opportunità, in particolare Simona.

Fonti informazioni verificate:

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